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Triestina-Marano, l'analisi di Fabio Maranzana

17 Novembre 2013
di vicedirettore
L'anticipo serale della dodicesima giornata di campionato di serie D ha visto di fronte due squadre con obiettivi diversi

ma estremamente importanti per entrambe; per la Triestina l'occasione di iniziare a guardare la parte alta della classifica e confermare il buon momento di forma e risultati, per il Marano invece quello di agguantare il primo posto in classifica sfruttando il pareggio del Pordenone contro il Giorgione.

Il risultato finale ha dato ragione alla squadra vicentina che, seppur senza incantare ha portato a casa i tre punti; la Maranese infatti mi è parsa una squadra meno organizzata a livello di gioco ad esempio della Sacilese vista al Rocco qualche settimana fa ma, rispetto a quest'ultima, è dotata di giocatori di levatura superiore che fanno sicuramente la differenza.
Il primo tempo vede quindi la Triestina schierata con un coperto 5-3-2 con l'inserimento a centrocampo di Stentardo al posto di Zetto, lo spostamento di Ferrara sulla corsia destra della linea difensiva con Frangu a sinistra della stessa. Il Marano dal canto suo si propone con un 4-2-3-1 sicuramente offensivo con il bomber Ferretti a fare reparto da solo ed impegnare i tre difensori centrali rossoalabardati, coadiuvato dai laterali Roveretto a sinistra e Gattoni a destra.

Nei primi 15 minuti si assiste così ad una supremazia ospite soprattutto sulla fascia laterale destra trovando spazi importanti per raggiungere il fondo campo ed andare al cross; a tal proposito ecco infatti il primo cambio tattico della gara ad opera dell'allenatore Cunico del Marano, che inverte i due esterni offensivi e mettendo in contrapposizione il veloce e ficcante n° 7 Roveretto a Pimazzoni, visibilmente in difficoltà nei duelli di 1 contro 1 e decisamente meno veloce dell'avversario. Questo cambio tattico si rivelerà importante ai fini del risultato finale in quanto proprio la vivacità di Roveretto causerà l'espulsione (giusta) del giocatore della Triestina Nakim Youssoufa reo di un paio di entrate irruenti e troppo vistose praticamente in sequenza; doppio cartellino giallo e conseguente espulsione. Questo giocatore deve imparare a dosare l'irruenza in fase difensiva ed in particolare nei duelli di 1<1. Episodi di questo tipo possono (e lo hanno fatto in questo caso) determinare l'esito di una gara...
L'espulsione costringe quindi mister Rossitto a rivedere i piani tattici, spostando e "bloccando" Stentardo a fianco di un poco ispirato (stavolta) Wagner in una sorta di 3-4-2 con gli esterni che ovviamente in fase di non possesso palla devono abbassarsi sulla linea dei tre difensori. Gli ospiti, galvanizzati anche dalla superiorità numerica continuano ad attaccare bene sulle fasce laterali e vanno vicinissimi alla rete su un tiro da pochi passi di Ferretti che colpisce bene, ma troppo centralmente, con palla che finisce addosso a Del Mestre e termina in calcio d'angolo. Nel giro di due minuti anche gli ospiti però sono costretti a rivoluzionare l'idea tattica iniziale dovendo effettuare due cambi contemporaneamente, in entrambi i casi a seguito di infortuni muscolari: escono quindi il trequartista Cunico ed il centrocampista Pozza per l'attaccante esterno Beccaro e per il centrocampista Dal Dosso. Questi cambi forzati obbligano quindi l'allenatore ospite a modificare anche l'assetto tattico che passa dal già citato 4-2-3-1 ad un 4-3-3 decisamente offensivo con tre attaccanti capaci di attaccare bene gli spazi e tenere sempre impegnata la retroguardia rossoalabardata che non riesce quasi mai a ripartire in velocità e commettendo fra l'altro, molti errori in fase di costruzione anche nella propria metà campo.
A 5' dalla fine del primo tempo, anche mister Rossitto effettua un cambio, togliendo Stentardo ed inserendo il jolly Zetto che entra immediatamente in partita grazie alla sua vivacità e generosità. Finisce così il primo tempo che ha visto la Triestina non effettuare nemmeno un tiro in porta ma riuscire nell'intento di tamponare gli attacchi ospiti, anch'essi poveri di episodi salienti.
Il secondo tempo inizia subito con un altro cambio da parte dell' Unione con l'ingresso del centrocampista neo tesserato Cadorin al posto di Frangu, con conseguente variazione tattica che vede la Triestina ora schierata in un 4-3-2:  difesa composta da Pratolino a destra, Ferrara a sinistra, centrali sempre Vianello e Pimazzoni, centrocampo con Wagner centrale metodista, il neo entrato Cadorin sul centro destra e Zetto sul centro sinistra. Attaccanti sempre Godeas e Sessolo.
A dimostrazione che molte volte le scelte tattiche legate ai cambi vengono messe a dura prova praticamente in tempo reale, arriva anche l'infortunio del giocatore rossoalabardato Ferrara dopo appena 10' scarsi della ripresa ed è costretto ad uscire per un problema al ginocchio sinistro. Questo episodio sfortunato obbliga quindi Rossitto a nuovi interventi e spostamenti tattici: ecco allora il neo entrato Cadorin sistemarsi come difensore esterno sinistro e conseguente inserimento di De Bona sul centro destra del centrocampo. Passano solamente 2' da questa nuova variazione di ruoli ed ecco però arrivare la rete del Marano che gela il già infreddolito pubblico del Rocco: percussione centrale del n° 9 Ferretti (assolutamente senza opposizione.... nessuno dei due centrali è uscito ad attaccarlo), tiro potente che Del Mestre non trattiene e tap-in vincente di Dal Dosso che, tutto solo (!!) ribadisce con estrema facilità in rete.  
La rete segnata rallenta così di molto la manovra della squadra di Cunico, che da questo momento imposta il gioco prevalentemente sul possesso palla con il chiaro intento di non rischiare nulla e portare a casa l'importante posta in palio; dal canto suo però, la Triestina sembra non essere in grado di rendersi pericolosa e continua a rivelarsi molto prevedibile in fase di impostazione. Nemmeno l'ingresso del senegalese Nyamekeh per il Marano, schierato come difensore esterno sinistro al posto di Tedesco, riesce a ravvivare il gioco offensivo della Triestina, che non riesce a sfruttare l'evidente difficoltà tecnica mostrata dal neo entrato ed attaccare su quel lato.
La partita così si chiude sullo 0-1 per il Marano, ma nonostante la sconfitta la squadra alabardata esce fra gli applausi del pubblico triestino che ha capito e premiato comunque l'impegno della squadra di Fabio Rossitto.  
In linea generale si è vista infatti una Triestina alla quale non ha fatto difetto il cuore, ma che ha pagato l'ingenua espulsione di Nakim; probabilmente in parità numerica si sarebbe vista un'altra gara, ma il condizionale ovviamente non fa punti. Certamente la squadra ha pensato più a difendersi che ad offendere anche se Rossitto ha mantenuto sia Godeas che Sessolo in campo per tutti i 90'; i due attaccanti in questa occasione però non sono riusciti a rendersi praticamente mai pericolosi e hanno dato tanti, troppi punti di riferimento ai difensori vicentini. In ogni caso, una sconfitta contro la prima della classe ci può anche stare per cui la Triestina deve guardare avanti e puntare decisa a consolidare una posizione di classifica che dia tranquillità e nel contempo che dia sempre la possibilità di sfruttare eventuali passaggi a vuoto da parte delle compagini che la precedono.
                                                                                                  Fabio Maranzana