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Triestina-Mezzocorona, l'analisi di Fabio Maranzana

23 Marzo 2014
di vicedirettore
Vittoria sofferta (1-0) ma meritata questa conquistata dalla Triestina allo Stadio Nereo Rocco, arrivata grazie anche a valori importanti, ovvero cuore, cervello e tanta determinazione; valori appunto che la squadra ha dimostrato di possedere e che hanno permesso di avere la meglio su un Mezzocorona comunque poco convinto e fin troppo rinunciatario. Vincere una gara giocando per oltre 20 minuti addirittura in 9 uomini è un grande segnale di coesione, spirito di squadra e mentalità positiva, oltre che merito anche di una buona condizione atletica; e questi valori sono usciti proprio nel momento di maggiore difficoltà, ovvero con la squadra in doppia inferiorità numerica e con una conduzione arbitrale…un po’ difficile da interpretare. Una condotta di gara per certi versi “all’inglese” ma nel contempo eccessivamente severa;  9 cartellini gialli e 2 cartellini rossi ne sono testimoni. Numerose (e non sempre corrette) sono state le interpretazioni sulla norma del vantaggio e questo ha contribuito ad accendere i toni agonistici e conseguenti interventi piuttosto decisi.
La Triestina si è presentata sul terreno di gioco con il collaudato sistema 4-3-3, ovvero con Del Mestre fra i pali, Ferrara e Frangu esterni sulla linea difensiva, Pratolino e Pimazzoni centrali, con il centrocampo composto da Stentardo centrale con Zetto e Nakim ai lati ed il solito trio offensivo composto da Godeas, Bussi e Sessolo. La squadra trentina invece si è affidato ad un sistema 4-3-1-2 con l’ottimo portiere Zomer fra i pali (migliore in campo), difesa molto bloccata dove è spiccato un ottimo Kikaj (classe 96….giovane di buonissima prospettiva) sulla corsia di destra. A centrocampo invece, a dettare i tempi di gioco ci ha pensato Burato, classico regista ordinato e sempre in appoggio ai compagni, dai cui piedi sono partite tutte le migliori azioni offensive della sua squadra. L’atteggiamento estremamente prudente attuato da mister Bodo non ha sicuramente contribuito a mettere in evidenza i tre attaccanti, andati al tiro in pratica in una sola occasione con Clementi, nel secondo tempo, con palla uscita di pochissimo vicino al palo di destra della porta di Del Mestre.
I ritmi della prima frazione di gioco non sono stati molto elevati, anche se la squadra ospite è sembrata maggiormente determinata nella zona centrale del campo, attuando una discreta pressione sui portatori di palla alabardati e cercando sempre di ripartire con discreta rapidità. Anche le “seconde palle” sono state spesso preda della squadra ospite, mentre la Triestina ha avuto qualche difficoltà a trovare le giuste soluzioni per mandare al tiro i tre attaccanti e far valere nel contempo il maggior tasso tecnico; nonostante le difficoltà è stato in ogni caso il portiere Zomer a salvare in due occasioni la propria porta su conclusioni di Godeas e di Burato. Mister Rossitto, per cercare di creare un po’ di scompiglio nella retroguardia trentina ha provato anche ad invertire gli attaccanti esterni Sessolo e Bussi ma di palloni negli spazi sono arrivati ben pochi. Giusta e con perfetta scelta di tempo la decisione del mister rossoalabardato nel sostituire Nakim già ammonito in quanto la particolare conduzione arbitrale unita all’irruenza del centrocampista alabardato, avrebbero portato molto probabilmente ad una ulteriore possibile espulsione.
Se il primo tempo è stato per certi versi avaro di grosse emozioni, il secondo è stato invece caratterizzato da un alternarsi di situazioni e di forzate variazioni tattiche;  complici le espulsioni di Pratolino e Pimazzoni sono state messe infatti a dura prova le capacità di lettura tattica di mister Rossitto che, in realtà, aveva già provato a cambiare sistema di gioco sin dal quinto minuto della ripresa, quando ha sistemato Sessolo dietro agli attaccanti Godeas e Bussi. Questa situazione è durata però solamente il tempo di cinque minuti, ovvero sino all’espulsione dapprima di  Pratolino che ha costretto immediatamente mister Rossitto a rivoluzionare l’assetto tattico della squadra e passare al 4-3-2, e poi, dopo l’espulsione di Pimazzoni  di passare al  4-3-1 .
Sinceramente a seguito di questa doppia superiorità numerica mi sarei aspettato almeno un cambio tattico anche da parte del mister del Mezzocorona Loris Bodo, magari con l’intento di provare a vincere la gara ma, fatto abbastanza singolare, ha continuato a giocare con il modulo iniziale mantenendo addirittura tutti quattro difensori bloccati  anche se in attacco per la Triestina c’era solamente Godeas. Questo atteggiamento estremamente prudente ha contribuito a dare  coraggio alla Triestina che è riuscita a non farsi comunque schiacciare troppo ed a ripartire con rapidità. La splendida percussione di Ferrara sulla corsia di destra e la conseguente rete di Frangu rendono perfettamente l’idea di quanto evidenziato sopra in quanto la rete è stata siglata in combinazione fra i due esterni di difesa (!)… Se la squadra ospite, invece di mantenere ben 5 giocatori difensivi avesse inserito magari qualche giocatore con caratteristiche offensive, molto probabilmente la Triestina non avrebbe avuto modo di attaccare con i propri esterni e la partita sarebbe finita diversamente. Questo concetto però non deve assolutamente ridurre i meriti della Triestina che, ancora una volta, ha dimostrato di essere una squadra che ha trovato il proprio equilibrio e che fra le sue doti migliori si annoverano cuore e determinazione. Certo che se il “cantiere” fosse terminato qualche settimana prima, forse si sarebbe potuto vedere la Triestina in zona play off…. ma con i “se” e con i “ma” non si va lontano….
                                                   Fabio Maranzana