
Triestina, mister Sannino si è dimesso
Quattordici febbraio 2004 l'addio a Marco Pantani, lo stesso giorno del 2015 se ne va Michele Ferrero, l'inventore della nutella.
Quattordici febbraio 2018 l'addio alla Triestina di Giuseppe Sannino. Un fulmine a ciel sereno, come si usa dire in questi casi. Già, perchè dopo la convincente prova di Meda, teatro delle gesta del Renate, con tanto di vittoria finale, arrivano le dimissioni del mister. Giungono in un momento in cui le cose sembravano andare meglio con buone prospettive per il prosieguo del campionato. Un'Alabarda in zona play-off, a sei punti dal secondo posto (ma anche ad otto dal penultimo) con un buon mercato di riparazione all'attivo essendo riusciti a puntellare soprattutto la difesa con gli innesti di Lambrughi e Coletti, reparto che aveva dimostrato delle lacune nella prima parte di stagione. “Questo mondo non fa per me” aveva detto più di una volta Sannino durante le interviste. Il suo modo di vedere il calcio è insomma differente da quello della massa. Non vuole essere giudicato per i risultati ma bensì per il lavoro fatto. Ma nello sport si tende sempre a vedere invece i risultati, quelli negli annali restano, le prestazioni no. Molti lo criticavano, soprattutto fra i tifosi. E lui, con il suo carattere permaloso, non lo accettava. Alla base delle dimissioni non vi è dubbio che ci siano di mezzo dei contrasti con la società. Sannino è fatto così, il suo contratto sarebbe scaduto a giugno del 2019 e le cifre in ballo sembrano molto alte. Alte per la categoria ma non per lui, uno che ha allenato anche in serie A e in Inghilterra.
Il comunicato della società parla di rapporto interrotto consensualmente con la società. La Triestina, nello stesso, comunica anche il nome del nuovo tecnico con la promozione di Nicola Princivalli, da secondo a primo allenatore. In qualità di secondo ci sarà Stefano Lotti che aveva già allenato la squadra in serie D e che ormai da anni fa parte della società.




