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Triestina-Tamai, l'analisi di Fabio Maranzana

04 Maggio 2014
di vicedirettore
Sconfitta assolutamente indolore per Triestina in questa ultima giornata di “regular season” del girone C di serie D, vista e considerata la salvezza già conquistata meritatamente con largo anticipo. Un risultato questo che ha permesso invece al Tamai di mantenere la categoria senza l’insidiosa appendice “play out”, la cui griglia sarà così composta da Giorgione, Mezzocorona, Dro e UFM Monfalcone. Proprio quest’ultima è stata la protagonista assoluta della giornata, in quanto, impattando 1-1 contro il Marano, ha regalato la meritatissima promozione diretta al Pordenone vittorioso contro l’Este in trasferta. Complimenti quindi anche al Pordenone Calcio per aver centrato questo importante obiettivo.
Ma veniamo alla partita vista allo stadio Rocco di Trieste. Sul terreno di gioco si sono affrontate due squadre perfettamente speculari nel modulo di gioco, ovvero entrambe schierate con quattro difensori, tre centrocampisti centrali e tre attaccanti, di cui uno centrale e due larghi sulle corsie esterne; la Triestina ha presentato sulla linea difensiva i terzini Cipracca a sinistra e Ferrara a destra, due centrali Piscopo e Vianello, centrocampo con il solito vertice basso composto da Zetto, Burato e Marco Piscopo e con il collaudato tridente offensivo composto da Godeas, Bussi e Sessolo.
Stesso sistema di gioco quindi anche per la squadra ospite, molto simile a quello rosso alabardato anche nell’atteggiamento; entrambe le squadre sufficientemente corte, fase difensiva con 7/8 giocatori sotto la linea della palla ed entrambe pronte a ripartire attraverso verticalizzazioni sui 3 attaccanti. Sulle palle inattive invece, la Triestina ha sempre portato 10 giocatori in area di rigore (compreso il portiere ovviamente) lasciando quindi un attaccante in posizione avanzata, mentre il Tamai ha sempre portato tutti i propri giocatori all’interno dell’area stessa.
Il primo tempo è stato caratterizzato da ritmi abbastanza lenti, con la squadra di casa maggiormente attenta al possesso palla e gli avversari concentrati a non scoprirsi; la rete che ha aperto la strada della vittoria agli ospiti è stata figlia principalmente di una certa rilassatezza della difesa alabardata, che si è fatta trovare troppo ferma (errata lettura su palla scoperta) sulla verticalizzazione che ha messo in moto il n° 11 Furlan che, nonostante sia scivolato nell’intento di controllare la palla, ha avuto oltretutto anche il tempo di rialzarsi e finalizzare in rete con una spettacolare rovesciata.
La poca tensione agonistica si è materializzata anche in occasione dell’episodio che ha visto l’espulsione di Ferrara : passaggio completamente sbagliato per tipo di soluzione scelta da parte di Cipracca con un improbabile passaggio orizzontale di 25 metri ed intervento disperato del n°2 alabardato che ha commesso il fallo da ultimo uomo (?)
Questo episodio ha quindi costretto mister Rossitto a rivedere lo schieramento tattico della sua squadra, scegliendo di inserire il difensore centrale Pimazzoni al posto di Cipracca e conseguente passaggio ad una difesa a tre giocatori con davanti quattro centrocampisti (Bussi e Zetto sulle corsie esterne, rispettivamente a sinistra ed a destra) e due attaccanti. Anche la seconda rete del Tamai è stata siglata con la complicità di una concentrazione un po’ sommaria; sul corner di Petris la difesa alabardata è rimasta infatti completamente ferma e per il N° 5 Ursella è stato molto semplice colpire in corsa di testa e siglare in pratica la rete della salvezza. Nonostante il doppio passivo e l’inferiorità numerica, la Triestina è rimasta comunque sempre sufficientemente corta e pronta nelle ripartenze, ed è stata capace di costruire almeno 3 situazioni importanti da rete oltre a quella che ha portato Luca Piscopo a siglare il rigore del 1-2 (con Godeas, Bussi, Zetto). Il pareggio sarebbe stato quindi, a mio parere, il risultato più giusto secondo i valori e le situazioni viste sul terreno di gioco, ma in ogni caso questi non sono punti che la Triestina rimpiangerà, vista e considerata la salvezza già meritatamente conquistata..
Finisce così questo “movimentato” campionato della Triestina; una squadra costruita purtroppo “in corsa” che ha dovuto fare i conti, oltre che con gli avversari, anche con l’instabile situazione societaria. Bisogna dare quindi atto agli staff tecnici (compreso quello di inizio stagione con mister Maurizio Costantini ed i suoi valenti collaboratori) di essere riusciti a mantenere compatto il gruppo squadra, isolandolo dalle situazioni esterne al terreno di gioco. Ora però i tifosi rossoalabardati si attendono un progetto tecnico concreto attraverso una dirigenza che sappia lavorare con professionalità e competenza; non sarà sicuramente un lavoro semplice da portare avanti ma il tempo a disposizione è assolutamente dalla parte della nuova proprietà e l’entusiasmo che gravita attorno all’Unione potrà giocare un ruolo incentivante da qui in avanti…

Colgo l’occasione per ringraziare chi ha avuto il “coraggio” (e non si è addormentato dopo 5 righe lette - ahaha) di leggere quelle che sono state le mie interpretazioni ed i miei pensieri; un saluto quindi a tutti ed ancora un ringraziamento a chi mi ha dato l’occasione di cimentarmi in questo ruolo…

                                                                                            Fabio Maranzana