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Triestina-Vittorio Falmec, l'analisi di Fabio Maranzana

06 Aprile 2014
di vicedirettore

Quella vista allo Stadio Rocco di Trieste non è stata una partita ricca di aspetti tecnici rilevanti in quanto giocata per lunghi tratti su ritmi abbastanza bassi ma,  in ogni caso ha evidenziato ancora una volta la bontà del reparto offensivo rossoalabardato,  nuovamente in rete con  tutti i tre attaccanti titolari e vero punto di forza della squadra. Il Vittorio Falmec dal canto suo ha disputato la sua onesta partita con il chiaro intento di portare a casa un punto, ma ha pagato a caro prezzo qualche errore difensivo nel secondo tempo.

La Triestina si è presentata in campo con la disposizione tattica consueta, ovvero con quattro difensori, tre centrocampisti e tre attaccanti; da segnalare l’ esordio da titolare del giovane centrocampista Marco Piscopo, schierato sul centro destra del centrocampo al posto dello squalificato Zetto. Classico 4-4-2 invece per la squadra veneta che ha mostrato delle discrete doti nel palleggio soprattutto con i centrocampisti che hanno creato qualche difficoltà al pari reparto della Triestina . E’ proprio in questa frazione di tempo che gli avversari hanno fatto vedere le cose migliori, ripartendo sempre con il fraseggio,  spingendo principalmente sulla corsia di destra ma arrivando in ogni caso con molta difficoltà alla conclusione.  Nonostante qualche cambio di posizione nello scacchiere rossoalabardato, ovvero lo scambio di corsie laterali fra Bussi e Sessolo, situazioni da rete degne di nota si sono viste poche e fra l’altro quasi tutte su palla inattiva. Troppo pochi i palloni in profondità negli spazi per i due attaccanti esterni e troppi palloni centrali su Godeas costretto sempre a giocare spalle alla porta.  

Nel secondo tempo invece, la partita si è immediatamente ravvivata grazie alla rete del solito Denis Godeas, bravo a sfruttare perfettamente l’assist di Bussi dopo soli 16 secondi, che prima di servire al centro la palla vincente, ha seminato con estrema facilità e naturalezza ben tre avversari. Una delle migliori caratteristiche di questo giocatore è proprio quella di riuscire a “saltare l’uomo” in velocità, riuscendo quindi a creare moltissime situazioni di superiorità numerica negli ultimi metri di campo. La Triestina avrebbe anche potuto chiudere la partita dopo una manciata di minuti, ma, come spesso succede nel calcio…il detto < gol sbagliato, gol subito>  si è immediatamente materializzato : occasionissima per Bussi non conclusa in rete e sul capovolgimento di fronte ecco infatti arrivare il calcio di rigore siglato da De Martin. Nonostante il momentaneo pareggio, la Triestina ha avuto il merito di non innervosirsi e, con discreta  lucidità, è stata capace di trovare la chiave per vincere la gara e precisamente sfruttando al meglio i molteplici errori di posizionamento del reparto arretrato veneto, fattosi trovare in almeno 3 situazioni molto alto e piatto. Definirei azzeccato per lettura tattica e tempismo il cambio di modulo effettuato da Rossitto che ha fatto entrare in campo Bertoni (un attaccante quindi al posto di un centrocampista) sulla corsia di destra ed accentrato Sessolo al fianco di Godeas. Assetto quindi molto offensivo della Triestina che per  oltre mezz’ora ha giocato con ben 4 attaccanti, due larghi (con compiti di copertura in fase di non possesso palla) e due centrali. Le reti che hanno chiuso la gara in favore della squadra giuliana di Bussi e di Sessolo (rigore) sono nate entrambe sfruttando la corsia di destra ed approfittando di errori di posizione della linea difensiva. Questo atteggiamento tattico molto offensivo è stato secondo me, determinante ai fini del risultato finale, in quanto proprio le nuove posizioni in campo hanno messo in estrema difficoltà l’avversario;  a nulla è servito al tecnico bellunese Della Bella la carta del cambio di modulo inserendo il terzo attaccante Granati.

Ora la Triestina potrà affrontare la difficile trasferta di Pordenone con il vantaggio della tranquillità, avendo con la vittoria odierna centrato l’obiettivo minimo stagionale. Ora sarà certamente da ridisegnare l’assetto societario ed iniziare a programmare per tempo la nuova stagione. Il compito della nuova proprietà sarà proprio quello di iniziare a costruire, partendo magari dal Settore Giovanile, che deve essere sempre considerato una grande risorsa e non un passo obbligato.

                                                   Fabio Maranzana