
Il Ruggito del Leone, il punto sul mercato dell'Allianz: "Dai prossimi due arrivi capiremo il nostro futuro"
Seppur crogiolati nel caldo sole quasi precoce di questa estate,
gli appassionati di basket e soprattutto della Pallacanestro Trieste, non hanno avuto molto tempo per rilassarsi. Poco dopo la mesta chiusura nella avventura dei play off, c'è stata l'ufficialità della fine dell'era Dalmasson (a proposito, dove lo ri-troveremo?) e la promozione a head coach di Franco Ciani, operazione saggia e presumibilmente poco costosa. Purtroppo, o per fortuna, la partecipazione alla agognata BCL (coppa europea) ci è stata preclusa (assieme a fior di concorrenti quali Germani Brescia e Fortitudo Bologna) e quindi ci apprestiamo ad allestire un roster giocatori con la formula 5+5 (che peraltro sarebbe stata quella anche in Europa) in grado di disputare il prossimo torneo di serie A che possa portarci a migliorare il settimo posto appena conquistato.
Perchè se è vero che i giocatori migliori (e soprattutto i loro agenti) prediligono le squadre che disputano una coppa europea, sarà pur anche vero che le gerarchie e le graduatorie del campionato sono fatte per essere modificate, altrimenti in coppa finirebbero sermpre le stesse squadre (e per buona parte è così).
Quindi qual è il segreto e l'obiettivo di una società come la nostra? Azzeccare (finalmente) 3 o 4 ingaggi di giocatori giovani, emergenti, magari assieme ad altri più esperti ma motivati che ben guidati possano esprimere gioco e risultati che permettano di alzare la famosa asticella (del settimo posto).
Altrimenti ci ritroveremmo a lamentarci su giocatori che non trovano appeal adeguato nella squadra e bla bla bla per cui, logica conseguenza, lotta per la salvezza.
No, non è questo lo scenario che io vedo per il prossimo campionato. A patto che le mosse di mercato, pur senza un uomo dedicato allo scouting, siano quelle giuste.
Qualcosa è già successo: Delia confermato (con un esborso non da poco) e l'ingaggio di Sagaba Konate, totem maliano di quasi 120 chili ma di verticalità esplosiva (con una cifra che si può pensare superiore a quella di Upson me inferiore a Delia). Un buon inizio.
Poi il giovane bolzanino Lever, ruolo "4" ma forse anche "5" il che corrisponderebbe a quanto detto dal coach Ciani alla sua presentazione, ovvero disporre di giocatori duttili e magari adattabili a più ruoli.
Grazulis va verso una conferma per cui si prospetta l'addio di Matteo Da Ros, con mio gran dispiacere per la stima che ho per lui, ma per l'alchimia di squadra probabilmente è la scelta giusta.
Quindi abbiamo sistemato il settore lunghi dove troviamo però ben 3 stranieri su 4 per cui abbiamo liberi ancora due spot, uno è il ruolo di play maker da affiancare a Fernandez e uno è la guardia oppure l'ala piccola, e secondo me su questi due nomi si gioca il rendimento del nostro prossimo campionato.
Con il buy-out di Alviti in pratica compensiamo l'ingaggio probabile di Mian che quindi verrebbe quasi gratis, Fernandez ha già il contratto e Daniele Cavaliero (da confermare) costa il ragionevole.
Per questi motivi ritengo si possa mettere sul piatto tre ingaggi importanti per portare a casa due americani e un italiano (Visconti?) di qualità.
Sono convinto che questa visuale sia anche quella della società, ora viene il difficile ma anche l'affascinante: trovare i due (tre) profili adatti per crescere ancora.
Allianz Trieste può e deve provare a conquistare l'Europa sul campo. Anche per l'eventuale nuovo sponsor che verrà.
Presidente Ghiacci e coach Ciani sapranno muoversi tra il viavai di agenti, proposte e filmati. Importante sarà non tenere troppo lontano la mano dal portafoglio.
Un grande augurio di buon lavoro.
VITTORIO LEONE




