
Pallacanestro Trieste senza scampo, la corazzata Milano passa comodamente all'Allianz Dome
Sembrava una di quelle partite, pur senza magìe, tra gli Harlem Globetrotter e gli Washington Generals, gli storici sparring partners.
Quest’ultimi volonterosi ma senza speranze contro i giramondo di Harlem, tanta è la differenza tecnica. Trieste contro Milano è stata così. Giuliani con tanta buona volontà ma contro la corazzata lombarda, costruita per cercare di vincere in Europa, non poteva esserci partita. Tre assenze per parte, più forti quelle ospiti ma più determinanti quelle locali. Se a quella ormai cronica di Cavaliero si è sopperito con l’innesto di Federico Mussini, per sostituire Henry e Udanoh si fanno i nomi di uno sloveno (Jakob Cebasek) e di un lungo argentino (Marcos Delia) che dovrebbero firmare a breve.
Guardando i numeri la differenza è stata data dai tiri da tre punti, ben 5 in più messi a segno dall’Armani e tre tiri da due. Così teoricamente si spiegano i 22 di margine anche se in realtà Doyle ha infilato quattro bombe nelle ultime battute. Quando Davide sfida Golia una delle poche speranze di poter spuntarla, in questi casi, sono oltre la difesa i tiri pesanti. Ma tra Fernandez (0/4), Laquintana (0/3) e Grazulis (0/3) non ne è entrato uno. Con questa premessa non si va lontano. Restando ai singoli molto bene Alviti sotto canestro con ben 12 rimbalzi e bravo dall’arco con 3/5.
L’Allianz resiste pochi minuti, il 6-4 è l’unica volta che sul tabellone si legge dei punti in più per la squadra di casa. Messina chiama time out e al rientro Milano firma un tranquillo 8-0 frutto di tecnica, velocità e pressing a tutto campo. In breve si arriva sull’8-24. Primo intervallo sul 12-26. Sembra l’inizio di una batosta. Il secondo quarto si apre con la tripla di Alviti (15-26). Milano risponde senza problemi andando sul 18-39. Trieste recupera qualcosina sino alla tripla allo scadere di Doyle per 36-45 di metà gara. Neanche male dunque andare all’intervallo lungo a -9. Le distanze si ristabiliscono nel terzo quarto con l’Armani che controlla a proprio piacimento senza forzare più di tanto. Dal 38-58 al 45-69 con si va all’ultimo riposo.
Nel quarto quarto si gioca solo per le statistiche, per l’Allianz ci sono due triple di Alviti e quattro di Doyle, quattro bombe su sei tentativi per Milano. Cinquantasette secondi di parquet anche per Coronica e per Arnaldo. Finisce con 22 punti in più per gli ospiti ma la sensazione, anzi la certezza, che se Trieste si sarebbe avvicinata in qualche modo nel punteggio, l’Armani l’avrebbe comunque chiusa comodamente. D’altronde contro gente come Datome, Hines, Brooks, Leday, Rodriguez, Tarczewski e non solo, non poteva andare diversamente.
Il tabellino.
PALLACANESTRO TRIESTE - OLIMPIA MILANO 65 - 87
Allianz Pallacanestro Trieste: Doyle 17, Upson 11, Da Ros, Arnaldo, Coronica, Fernandez 9, Mussini 2, Laquintana 5, Grazulis 8, Alviti 13. All. Dalmasson
AX Armani Exchange Milano: Biligha, Brooks 5, Leday 18, Moretti 5, Cinciarini 6, Shields 13, Moraschini 8, Tarczewski 6, Datome 13, Hines 5, Roll 5, Rodriguez 3. All. Messina
Parziali: 12-26; 36-45; 45-69
Arbitri: Martolini, Di Francesco e Noce
Note.
Tiri da 2: Trieste 17/45, Milano 20/52.
Tiri da 3: Trieste 8/25, Milano 13/24.
Tiri liberi: Trieste 7/8, Milano 8/13.
Rimbalzi: Trieste 44, Milano 47.




