
Rimini-Triestina 2-1, Gasperutti: "Unione troppo brutta per essere vera"
Mamma mia che brutta partita, che brutta sconfitta e che brutta Triestina!
Dopo la sfida con la Vis Pesaro, pensavo: quest'anno abbiamo una squadra quadrata, matura, ci sarà da divertirsi; dopo Rimini penso: possibile che abbia preso un tale abbaglio? Ma qual è la vera Triestina? Giudicando solo questa partita ci sarebbe solo da mettersi le mani nei capelli, ma bisogna essere equilibrati, cercare di analizzarla nel gioco svolto in tutte le varie fasi, negli episodi che l'hanno indirizzata e che di conseguenza hanno determinato il caos finale da campetto di periferia.
La Triestina è partita bene comandando il gioco con personalità e tutto sembrava proseguire sul clichè della partita di martedì scorso. Io mi aspettavo un Rimini diverso, che alla prima in casa dopo la promozione avrebbe fatto fuoco e fiamme, aggredendo gli alabardati. Invece la Triestina metteva in luce fin dalle prime battute una netta superiorità tecnica e di gioco, stazionando costantemente nella metà campo riminese e lasciando ai padroni di casa solo alcuni strappi offensivi in contropiede. Il Rimini sinceramente mi ha deluso, di conseguenza s'immagini come posso considerare la prestazione dei nostri, visto poi che la vittoria è stata meritata.
Il Rimini non ricordo abbia fatto in tutta la partita tre passaggi di fila a metàcampo, per far ripartire un'azione ragionata. Il suo modulo 3-4-1-2 credo sia rimasto nei progetti pre gara del loro allenatore, perchè in campo si è vista una squadra molto prudente con 5 difensori e 3-4 uomini davanti la difesa a tamponare. Poi certo attaccavano anche loro con più uomini, ma l'azione partiva sempre con palloni lunghi per le loro fasce che si concludevano sempre con un cross in area alla speraindio. Mai un'azione manovrata, insistita, pericolosa, tanto è vero che non hanno ottenuto nessuna punizione al limite.
Questa squadra non poteva mettere in difficoltà una squadra fisica, esperta e dalla buona tecnica generale, come la Triestina. Invece! Dopo15' di netta prevalenza, una di quelle pallacce buttate in area dai biancorossi veniva aggiustata col braccio da Alimie che tirava in porta e Valentini compiva una gran parata, ma il pallone ballonzolava davanti alla porta forse a 5 metri dalla riga. Arrivava in corsa Arlotti, che compiva l'impresa titanica di colpire un bersaglio veramente ridotto (il portiere Valentini disteso a terra), rispetto alla porta spalancata che gli si apriva davanti.
L'episodio però era un campanello d'allarme di una difesa perlomeno svagata e in vena di regali. La partita dopo proseguiva con gli alabardati che continuavano nel loro gioco superiore, ma la palla gol più netta veniva da un rinvio di Valentini che permetteva a Mensah di correre da solo verso la porta riminese. Il portiere gli usciva incontro e lo stendeva: a mio avviso sarebbe stato meritevole solo di un giallo, perchè non era una chiara occasione da gol, in quanto Mensah non aveva il pieno controllo della sfera. Per l'arbitro comunque non era nulla, nemmeno fallo e il buon Mensah da quel momento spariva dal campo.
Il Rimini non avrebbe mai potuto segnare un gol, tanto era aleatorio il suo gioco, ma ci ha pensato la Triestina: errore in uscita di Formiconi che perdeva palla, Malomo si trovava nella terra di nessuno e dalla sinistra Bonaventura metteva al centro una palla tagliata dietro alla schiena del pigro Lambrughi in affannoso recupero, arrivava Volpe in corsa che impattava facilmente al volo 1 a 0.
Per la Triestina c'era ancora molto tempo a disposizione e vista la differenza in campo si pensava che prima o poi la rete del pareggio dovesse arrivare. Invece nella ripresa la partita riprendeva con la sterile supremazia senza sbocchi e un gioco leggermente più farraginoso rispetto al primo tempo.
La Triestina si riversava nella metàcampo riminese, tanto questi non facevano paura e non avrebbero potuto segnare neanche se avessero attaccato con più determinazione! Invece un passaggio innocuo di Variola (del Rimini) a Valentini da 25 metri che batteva almeno un paio di volte a terra, terminava incredibilmente in rete. Beh se facciamo noi Harahiri si perde anche col Roccacannucciadisotto! Era il 69' e il gol episodico di Petrella non mutava la gara.
Da questo momento la Triestina perdeva la testa e il Rimini era ben contento di fargliela perdere, cominciando con tutte le manfrine che il regolamento attuale consente. Ma lasciamo perdere gli avversari che facevano il loro gioco, ma i nostri! Se come pensiamo erano nettamente superiori, se fossero davvero una squadra da primi posti, dovevano cominciare a pressare per mettere in ansia i biancorossi di casa. Invece non è stato così, a mio avviso anche per i 5 cambi effettuati che hanno tolto la fisionomia alla squadra e i punti di riferimento.
Con in campo una punta, quattro esterni, quattro difensori e un centrocampista di contenimento a lanciare lungo, la Triestina è caduta nel caos più completo. Uomini che partivano palla al piede in soluzioni personali, nulla di ragionato, palloni gettati a vanvera in mezzo all'area, con allegata letterina di preghiera: “Signore ti prego facci segnare”. Certo che nei panni di Pavanel, visto l'andazzo in campo, c'erano poche soluzioni da applicare, ma visto da fuori era veramente uno spettacolo misero e penso che i pionieri inglesi nel 1900, giocassero proprio così, con il 5-5 che da come si narra nelle cronache dell'epoca, sembra che fosse già un gioco moderno e un grande passo avanti rispetto ai primordi, quando si giocava con il 9-1.
Speriamo che anche noi ora facciamo un passo in avanti, perchè stavolta la squadra è stata veramente troppo brutta per essere vera.
Bruno Gasperutti




