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Triestina-Campodarsego 2-1, Gasperutti: "La vittoria della volontà"

11 Dicembre 2016
di vicedirettore

Un’ottima Triestina coglie in rimonta, una vittoria di capitale importanza,

contro una diretta concorrente, mentre il Mestre pareggia nuovamente tra le mura amiche.

E’ stata la vittoria della volontà e della determinazione che poi a questa squadra non è mancata mai, ma veramente bravi i ragazzi a cambiare il volto di una partita che si era messa male raggiungendo alla fine l’unico risultato che poteva esser utile e che potrebbe dare la svolta al campionato degli alabardati. Questa partita è arrivata in un momento di insicurezza, che aveva angustiato l’ambiente, dopo la sconfitta casalinga di domenica scorsa, ma la squadra con grande carattere ha risposto alla grande sul campo, dando le opportune rassicurazioni sulla sua compattezza. Il Campodarsego era l’avversario più insidioso che il calendario poteva offrire, perché stava davanti alla Triestina ed era reduce da 7 vittorie consecutive; inoltre ha avuto il merito, ma anche la fortuna di andare in vantaggio, in un momento in cui le due squadre erano ancora intente a cercare di superarsi a centrocampo nel controllo del gioco.

Diciamo subito che il Campodarsego non vale il Mestre. E’indubbiamente una buona squadra, ha due centrali Beccaro e Lebran che non sbagliano un colpo, un ottimo centrocampista in Callegaro, un buon cursore dal buon passo in Franceschini e davanti il fantasista Lauria, pericolosissimo sulle punizioni, perché dotato di un gran sinistro, ma il Mestre è altra cosa.

La Triestina è scesa in campo con una formazione un po' diversa dal solito: difesa più bloccata con in pratica quattro centrali, che ovviamente davano poca spinta sulle fasce; il solito Cecchi davanti alla difesa con ai lati Carraro e Corteggiano e con il giovane e molto bravo Celestri a far da collante con i due attaccanti. La squadra ha fatto la partita e per 25 minuti ha attaccato, senza però creare grosse opportunità e rendendosi pericolosa solo con uno scambio Dos Santos-Franca che è stato anticipato dall’uscita del portiere in tuffo sui suoi piedi.

I veneti, dal canto loro, operavano in contropiede con Lauria che metteva in moto i veloci attaccanti, che però non si rendevano pericolosi.

Primo acuto della gara al 27’ quando una insidiosissima punizione di Lauria da oltre 30 metri, era deviata sulla traversa da Consol e sul susseguente corner si è creata poi una mischia con un pericoloso batti e ribatti in area. Il gol è giunto al 38’ quasi dal nulla, Lauria ha giocato una palla in zona laterale e con gran maestria, ha tagliato un pallone insidioso in area alle spalle dei difensori; sul pallone sono piombati in due e dopo la respinta d’istinto di Consol sul primo tiro, Aliù ha segnato a porta vuota. Poteva essere il colpo del ko e la reazione è stata blanda, ma per fortuna è arrivato il riposo e alla ripresa del gioco, la Triestina è scesa in campo, con un altro piglio.

Fortunata anche l’Alabarda, a segnare alla prima occasione utile: mischia su una punizione laterale che Marchiori risolve sottomisura, ma il pareggio fino a quel momento era il risultato più giusto. A quel punto Andreucci ha inserito Bradaschia ed è stata la svolta della partita. Tolto un difensore e arretrato Corteggiano, la manovra è diventata più fluida, con l’argentino che si proponeva con continuità sulla sua fascia e con Bradaschia che, con i suoi guizzi, dava più consistenza al centrocampo, facendo da “trait d’union” tra difesa e attacco. Però nonostante la voglia e l’animosità messa in campo da tutti gli alabardati, le occasioni erano veramente poche, anche per l’attenta difesa ospite, che chiudeva con quasi tutti gli effettivi, operando solo con sporadici contropiede.

Il gol poteva uscire solo occasionalmente e così fu. Corner, spizzata e pallone che giunge a Bajic, che al volo insacca.

Poi ancora 10’ di confusi attacchi del Campodarsego, dettati dall’orgasmo di recuperare, ma l’occasione più nitida di tutto l’incontro, di tutte e due le squadre, arriva per la Triestina al 93’, quando Turea gioca un’ottimo pallone, scambia con Dos Santos, salta in bello stile un avversario in area e solo, tira sul portiere, raccoglie Bradaschia e l’ottimo Brino in volo, toglie il pallone da sotto la traversa.

Poi il fischio dello scadente arbitro romano e la bellissima notizia del pareggio dell’Abano a Mestre. Si diceva sempre che il campionato è lungo e che le insidie sono dietro l’angolo per tutti, anche il motore del Mestre, ha cominciato a battere in testa e con due risultati utili consecutivi, l’Unione ha rosicchiato ben 4 punti.

Ora sotto con l’insidioso Vecomp, su un campetto non proprio facile, ma è solo una tappa, di un percorso ancora lungo. Come dice il saggio patron “pian pianin, step by step” e poi vedremo in primavera la classifica e l’opportunità di fare lo scatto decisivo.

Un’ultimo appunto: nel 1971-72 la Triestina per la prima volta nella sua storia in D, lottava proprio con la Mestrina per salire in C; alla fine dell’andata i mestrini erano avanti di 3 punti, poi “pian pianin” con l’inserimento del giovane Rakar e l’arrivo del giovane Marini, la squadra nel girone di ritorno cambiò passo e alla fine fu trionfo. Nella storia si sa, ci sono i corsi e i ricorsi.

Bruno Gasperutti