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Triestina-Clodiense, l'analisi di Bruno Gasperutti

29 Marzo 2015
di vicedirettore
Una Triestina sottotono subisce all’ultimo minuto una brutta sconfitta, che praticamente la spedisce ai play-out di riparazione.

Il pareggio faticosamente acciuffato in mischia al 76' da Bedin, sarebbe indubbiamente servito a poco, alla luce delle vittorie di Legnago e Tamai, ma avrebbe consentito agli alabardati, di staccare Dro e Kras per ottenere una posizione di vantaggio nella griglia finale, con lo spareggio in casa.

E’ ancora tutto da giocare, ma stavolta la squadra ha fatto intuire che gioca con troppa apprensione, troppo preoccupata di dover assolutamente far risultato e il clima sugli spalti non ha aiutato. La Clodiense oltre a mostrare un assetto superiore agli alabardati ha giocato con una tranquillità maggiore e anche dopo aver subito il pareggio, mentre i triestini disordinatamente correvano senza un preciso schema tattico, ha mantenuto la calma giostrando con ordine e alla fine è stata premiata sull’ultimo calcio d’angolo della partita.

Il primo tempo è stato piacevole, anche se giocato soprattutto dai chioggiotti, con diverse occasioni da rete. Gli ospiti guidati da Casagrande, veramente ottimo, che a metà campo ha illuminato tutte le azioni della sua squadra, hanno preso l’iniziativa e soprattutto sulla destra hanno sfondato, con gli inserimenti di Piaggio e Pelizzer, che hanno più volte messo in difficoltà Celli. Anche la rete del vantaggio giunta al 36', è nata da una percussione sulla destra che ha liberato Santi il quale ha infilato Di Piero in diagonale. Poco dopo un’altra azione quasi in fotocopia, con un rimpallo favorevole, ha consegnato a Siega una colossale palla gol a pochi metri dalla porta sguarnita, ma l’attaccante l’ha ciabattata ignobilmente fuori. Anche la Triestina, pur mostrando una manovra quanto mai farraginosa, poggiando esclusivamente sugli spunti dei suoi attaccanti, ha avuto le sue buone occasioni: al 18' una punizione laterale di Manzo veniva deviata in mischia e andava a sfiorare la traversa. Al 26' con un bellissimo schema su punizione: Manzo, testa di Piscopo che metteva al centro dove Rocco si tuffava di testa ad un passo dalla porta, ma non ci arrivava per un soffio. Al 38' subito dopo la rete chioggiotta, Milicevic in area si liberava brillantemente con un pallonetto del suo marcatore e scaricava violentemente sul portiere da pochi metri e allo scadere su azione d’angolo, Milicevic a centro area con un piattone sfiorava l’incrocio.

La ripresa non è stata altrettanto emozionante, né piacevole. Gli ospiti si sono limitati a controllare e anche con inutili perdite di tempo, a tirar al 90' senza rischiare. La Triestina ha generosamente attaccato, anche scoprendosi a volte oltre il lecito; anche Ferazzoli con i suoi cambi ha contribuito a sbilanciare la squadra, per raggiungere il pareggio e alla fine su un corner, Bedin ha trovato il varco giusto. A questo punto, forse, sarebbe stato opportuno inserire un centrocampista in più, come Spadari, per dare  un po’ di ordine al gioco, perché tutti correvano all’impazzata generosamente per cercare la vittoria, ma la confusione regnava sovrana e alle spalle si aprivano delle praterie. Il gol è venuto però nel modo meno atteso, su un corner, con Mastroianni il più lungo del lotto, che appostato sul palo lontano, ha potuto colpire in solitudine e infilare la rete. Una disattenzione madornale su una palla ferma a partita finita, che denota la confusione che regnava tra gli alabardati.

La Triestina ha fatto un passo indietro come gioco nelle sue ultime due uscite al Rocco, sarà perché ha incontrato due squadre di caratura superiore, ma non ha la brillantezza che aveva caratterizzato fino ad ora il girone di ritorno. L’obiettivo ora sembra essere il raggiungimento del 14° o 15° posto, per ottenere il vantaggio del fattore campo, perché sembra che Tamai e Legnago siano oramai irraggiungibili. Si spera che la squadra ritrovi la tranquillità, che in questo momento sembra aver perso, estraniandosi da problemi societari e facendo quadrato nello spogliatoio come ha già dimostrato si essere in grado di fare.

                                                                          Bruno Gasperutti