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Triestina, Gasperutti: "Un anno vissuto pericolosamente"

26 Maggio 2015
di vicedirettore

Al 120' del play-out con il Dro, la Triestina era retrocessa in Eccellenza, al 121' è ritornata tra i vivi,

assieme ai 400 tifosi che l’aveva seguita in Trentino e a tutti quelli che con lo sguardo perso nel vuoto la stava seguendo da casa. Il finale drammatico di Dro è stata la sintesi di un anno vissuto pericolosamente, sempre sul filo del rasoio, tra colpi di scena continui e senza nessuna certezza su quello che sarebbe successo il giorno dopo.

La stagione era cominciata al 16 agosto, quando Pontrelli aveva rilevato la società dalla strana coppia Mehmeti-Mbock, promettendo salvezza, estinzione dei debito nel giro di 2 anni e il lancio di numerose promesse che sarebbero arrivate dai fiorenti vivai laziali. La squadra ha iniziato la preparazione con Lotti allenatore e una manciata di ragazzini, che giornalmente veniva rimpinguata da numerosi elementi che venivano a cercar fortuna(?!) dai posti più disparati del globo; c’era persino il vietnamita Thien Bao Nguyen! Per Lotti mettere assieme 11 giocatori è stata un’impresa e senza amichevoli con una preparazione affrettata e una squadra che sembrava un porto di mare, il 7 settembre è iniziata l’avventura in campionato. Dopo 8 giornate la Triestina, però, era drammaticamente sul fondo della graduatoria con i  soli due punti racimolati, col derelitto Mezzocorona e nel derby col Kras. Lotti rassegnava le dimissioni e arrivava Pino Ferazzoli che, con pazienza. rimetteva assieme i cocci e assestava la rosa, che nel frattempo con alcuni arrivi, stava assumendo una fisionomia di squadra. Qualche pareggio importante con squadre che navigavano nella parte alta della classifica dava morale e mentre Pontrelli prometteva 4 innesti di spessore che avrebbero dato la salvezza senza troppe pene, arrivava dopo 15 giornate, la prima vittoria in campionato. Ma il presidente non dava la tranquillità necessaria, ad un ambiente che pretendeva qualcosa di più.

Intanto tra proclami, insolvenze ed epurazioni, la Triestina era una pentola a pressione in continua ebollizione. Ferazzoli continuava il suo più che onesto lavoro e la squadra grazie ai gol di Rocco (14 reti in 21 gare) risaliva lentamente la classifica avvicinando la zona salvezza diretta; ma improvvisamente l’inerzia positiva e la benzina sembrano esaurirsi e la squadra coglie 1 punto soltanto in quattro gare. Pontrelli con un colpo di scena non troppo apprezzato visto l’ottimo lavoro svolto, esonera Ferazzoli dopo Pasqua e chiama Gagliardi al fine di dare una scossa alla squadra. Ma la scossa non sembra arrivare e la squadra appare un po’ sulle ginocchia, senza la verve che aveva mostrato negli ultimi mesi. Ultima giornata di campionato, la squadra è in ritiro e si va a Legnago per vincere, altrimenti si rischia l’esclusione dai play-out. Altro colpo di scena, Gagliardi viene esonerato a poche ore dal fischio d’inizio e torna Lotti. Si vince e si ritorna in ritiro in vista dello contro decisivo di Dro. Ma Lotti lavora e la squadra si ritrova senza allenatore, così con l’ennesimo e per fortuna ultimo colpo di scena, ritorna “l’amato da tutto l’ambiente” Ferazzoli, che tranquillizza e ridà vita alle speranze di salvezza. Poi Dro e la gioia più sfrenata del manipolo di irriducibili che avevano seguito la squadra e bisogna dirlo, anche dei giocatori che fino all’ultimo hanno dato ogni stilla di sudore per la nostra gloriosa maglia.

Ora il futuro che continua a presentarsi un po’ nebuloso; la piazza si è un po’ stancata di proclami e desidera delle certezze che ora come ora non ci sono; i tifosi vogliono lottare per un obiettivo importante, basta campionati senza ambizioni di pura sofferenza. Pontrelli non vuole vendere, anche se sembra che ci siano almeno un paio di cordate pronte a subentrare, ma sinceramente non si capisce l’ostinazione nel voler a tutti i costi proseguire, senza obiettive grosse disponibilità finanziarie, contro l’opinione della maggioranza della tifoseria che oramai si è schierata apertamente contro di lui. Non si può rimanere in Paradiso a dispetto dei santi, questa è una regola di vita; questo muro contro muro non giova a nessuno e sicuramente non giova alle sorti della nostra “amata” squadra, che riesce pur sempre a muovere 400 persone in uno spareggio retrocessione in serie D. E’ forse presto per stilare una rosa per il prossimo anno, che dovrà essere quello della riscossa, ma ci sentiamo in dovere di sottolineare che un “bomber” come Rocco, deve essere assolutamente messo, fin da… “subito” sotto contratto, così come Proia e senza stilare prematuri elenchi, anche qualche altro giovane interessante che in questo campionato si è fatto le ossa. La squadra era molto giovane, forse troppo, ma c’è una base di partenza ed ora si devono trovare quei 4-5 elementi di grossa caratura, esperti, che guidino questi giovani e diano colore alla formazione.

                                        Bruno Gasperutti