
Triestina-Giorgione, l'analisi di Bruno Gasperutti
accorcia le distanze dal Giorgione che ora dovrà guardarsi con apprensione alle spalle e ottiene il vantaggio nello scontro diretto che eventualmente potrebbe rivelarsi importante. Ora la Triestina è finalmente diventata una squadra, ha trovato la giusta intelaiatura, i giocatori ci credono, lottano su ogni pallone e in più gli alabardati, hanno Rocco, un giocatore che le altre squadre non hanno. Quando la partita stava vivendo un periodo di equilibrio e il fattore Rocco l’ha improvvisamente cambiata, ha inventato un paio di spunti di una incisività unica e ha fatto saltare il banco. Ma assieme alla sua punta di diamante, tutti gli altri hanno giocato col cuore in mano e il coltello fra i denti; la vittoria avrebbe anche potuto essere più sostanziosa, ma il sig. Palermo di Bari, ha voluto metterci qualcosa di suo, anche se alla fine il risultato del campo, ha premiato la squadra migliore.
Non amo parlare quasi mai dell’arbitro, ma stavolta lo faccio anche perché alla fine non ha influito sul risultato: non mi è piaciuto il suo metro di arbitraggio, non l’ho proprio capito. Ha sorvolato con noncuranza su falli lapalissiani a metàcampo, concedendo pericolose ripartenze, ha fatto il pignolo per mezzo metro su delle punizioni battute in fretta, per poi concedere nel concitato finale ai castellani, di battere rimesse laterali e punizioni anche 10 metri più avanti. Poi ha concesso due rigori ai nostri avversari con troppa superficialità, rimettendoli in gioco per lo meno come differenza reti negli scontri diretti; non ho rivisto le immagini, ero lontano dall’azione, ma mi sono sembrati dei normali contrasti che gli attaccanti furbescamente hanno accentuato.
All’inizio il Giorgione è partito forte invadendo la metàcampo alabardata e non accontentandosi di controllare, ma non ha creato patemi agli alabardati, che al loro primo affondo, hanno presentato Rocco solo davanti al portiere su lancio di Proia, e Bevilacqua si è salvato con una bellissima parata in uscita. Verso la mezz’ora la partita ha avuto il suo momento clou. Rocco ha lavorato un bellissimo pallone sulla sinistra, poi ha affondato e messo al centro un pallone d’oro che Manzo ha spedito in rete. Grande esultanza sugli spalti e i tifosi non hanno nemmeno avuto il tempo di acquietarsi, che ancora Rocco entra in area salta un paio di avversari ed è steso, mi sembra rigore, ma Manzo mette tutti d’accordo e raddoppia. E’ la prima volta che la Triestina è in vantaggio di due gol. La reazione del Giorgione sta nel suo primo tiro in porta della partita, di Vigo da 35 metri, che Di Piero devia in tuffo. Ancora una percussione a destra di Rocco che entra in area dopo aver lavorato un pallone tra due avversari e mette un pallone invitante indietro, ma stavolta Manzo è troppo avanzato.
La ripresa vede il Giorgione in forcing, ma la Triestina stavolta regge, qualche mischia sul limite dell’area ma nessun pericolo, solo che il baricentro forse, è troppo arretrato. La partita è viva ma senza troppe emozioni, ma ecco che improvvisamente s’accende. Punizione dalla bandierina di Proia, il portiere di pugno alza a candela e Rocco s’avventa sul pallone di testa e lo infila in rete. E’ fatta? Ma no, passano 3 minuti e pericoloso il Giorgione s’affaccia in area dalla corsia destra, troppi i pericoli corsi sempre da quella parte, fino all’ingresso di Celli! Episcopo coglie un palo, l’azione continua e un attaccante crolla su un contrasto. Rigore e Vigo trasforma. Passano 2 minuti e Milicevic ruba palla a Vio che si era incartato sul pallone, entra in area e batte d’esterno destro sotto il corpo del portiere in uscita: 4-1. E’ fatta? Non ancora perché subito l’arbitro concede ancora un rigore ai nostri avversari che crollano in area come birilli. Tira Mattioli, para Di Piero ma lo stesso Mattioli di testa infila. La Triestina stavolta non si spaventa e risponde per le rime. Proia sfiora l’incrocio con un gran tiro, poi sul finire il solito Rocco dribbla come birilli tre avversari in area poi tira forte in diagonale un pallone sul quale s’avventa Giordano che coglie il palo. Grande l’esultanza finale, il filotto s’allunga, la squadra finalmente c’è, stavolta è stata un blocco omogeneo, ha grinta da vendere e poi abbiamo….Rocco e non è poco. La strada è ancora lunga, non è stato raggiunto nessun traguardo, ma abbiamo rialzato la testa, si può sperare, il lungo inverno è finito e la primavera è alle porte.
Bruno Gasperutti




