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Triestina-Kras, l'analisi di Bruno Gasperutti

30 Settembre 2014
di vicedirettore
E così, il primo derby della provincia di Trieste si conclude con un salomonico pareggio. Buona la risposta del pubblico triestino, con le due tifoserie brave ad incitare i propri colori, per tutta la gara, senza abbandonarsi a deprecabili cori offensivi. Non è stata una gran partita, con due squadre più preoccupate a non perdere, che a cercare di affondare alla ricerca della vittoria, purtuttavia gradevole per il corretto agonismo messo in campo dalle due contendenti. L’inizio è stato scoppiettante con  un’occasione per il Kras con un colpo di testa di Bordon che impegna Di Piero bravo a parare e sulla replica una sciocchezza in disimpegno di Budicin, concede il vantaggio all’Unione: Bez vince il contrasto e la palla va a destra dove è bravo Pontrelli a pennellare un cross che il centravanti alabardato insacca di testa sotto la traversa. Il Kras in svantaggio, prende il comando delle operazioni con Ranic e Spetic che cercano di innestare le punte, ma pur facendo intravvedere un potenziale offensivo interessante, non riesce a trovare varchi, nell’attenta difesa triestina. Il gioco si sviluppa principalmente a centrocampo senza grandi sussulti fino al ’37 quando uno splendido lancio di Grujic taglia la difesa triestina sorpresa e trova smarcato Capalbo che controlla abilmente e solo davanti a Di Piero lo batte in uscita. Nella ripresa mister Lotti cambia l’assetto della squadra inserendo Spadari in regia davanti alla difesa, con Proia e Giorgino ai lati; la squadra diventa più ordinata e prende l’iniziativa, senza però creare occasioni pericolose. Il Kras controlla senza rischiare eccessivamente e si affida al contropiede col possente Bordon e il velenoso Knezevic sempre in agguato. Il finale è alabardato ma il pareggio rispecchia quanto visto sul terreno di gioco. La Triestina è apparsa migliorata rispetto alla sua prima uscita al Rocco; ora la squadra con alcuni innesti sta assumendo la giusta fisionomia, purtroppo è partita con un mese di ritardo e ci vuole il suo tempo. Bravo è stato il mister, a trovare fin dalle prime uscite il giusto assetto difensivo con capitan Piscopo sempre sicuro a dirigere e l’attento Fiore. Celli è cresciuto nella ripresa quando si è reso pericoloso con alcuni affondi seguiti da ottimi cross. Bravo Di Piero, soltanto un appunto per un'uscita a trequarti campo su una palla coperta dal difensore, che poteva creare un pasticcio. Il giovanissimo Morgavi paga lo scotto dell’esordio e nel primo tempo sembra troppo preoccupato sbagliando alcuni appoggi semplici, anche sul gol sembra sorpreso, ma poi nella ripresa acquista sicurezza e finisce in crescendo. Con i giovani, bisogna avere pazienza, ma le doti sembrano esserci. A centrocampo accanto al generosissimo e molto bravo Proia un motorino, ha fatto il suo esordio Giorgino che ha dimostrato personalità; non sarà in piena forma fisica, ma non spreca un pallone giocandolo sempre rasoterra all’uomo smarcato. Nella ripresa poi si è visto, reduce da un infortunio, anche Spadari che ha preso subito in mano le redini della squadra. Con questo assetto la squadra ha assunto l’iniziativa, sprecando pochissimi palloni dimostrando di essere sulla strada giusta. In attacco invece, non ci siamo ancora. Bez è bravissimo a dare profondità alla squadra; svetta su tutti i palloni, li difende e fa salire i compagni, ma accanto per il momento non ha ancora trovato un compagno che lo assista. Pontrelli è giovane, è stato bravissimo nell’occasione della rete confezionando un cross calibrato, ma deve imparare ad usare il corpo, troppo fragile nei contrasti e frenetico nel disimpegno. Fabbri è veloce, ma non è riuscito mai a liberarsi al tiro e dovrebbe avere più iniziativa. Visti per un breve scorcio di gara anche il veloce Giordano, che mi è sembrato più pronto e intraprendente anche se non ha inciso e Lionetti che nel breve scorcio di gara disputato ci ha messo il fisico, facendo intravvedere di poter essere utilissimo in appoggio a Bez. Il Kras è una squadra più esperta, in difesa non è sembrata imperforabile, ma in avanti dà sempre l’impressione di poter andare a segno. I margini di miglioramento per entrambe le formazioni sono comunque notevoli.        
                                                       Bruno Gasperutti