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Triestina-Legnago, l'analisi di Bruno Gasperutti

04 Gennaio 2015
di vicedirettore
Anno nuovo, tante speranze, ma solito risultato interlocutorio che poco aggiunge alla misera classifica e contro una diretta concorrente! Partita rocambolesca persa e poi agguantata per i capelli da una squadra, diciamolo pure mai doma, che ha gettato il cuore oltre l’ostacolo. L’inizio è stato scioccante: due minuti e (mi sembra) Fioretti entra come il burro nella difesa alabardata e crolla a terra, rigore? Per fortuna no e tiriamo un sospiro, ma passano solo altri 4 minuti e un tiro-cross violento colpisce il braccio di Giannetti. Rigore e Fioretti segna l’1 a 0. Si sveglierà la Triestina? No, la squadra continua a giocare sotto ritmo guidata dal tecnico, ma troppo compassato Thiam, sbagliando qualche pallone di troppo e il Legnago ha buon gioco spezzando facilmente il gioco e ripartendo sempre pericolosamente con Valente, che sulla sinistra salta più volte Ventura e risulta imprendibile, il migliore. In avanti il lungo Bernarders tiene palla, la spizza di testa e sulle seconde palle, i veneti sono molto più pronti degli alabardati che sembrano imballati. Poi c’è quel Fioretti, un peperino molto insidioso che al 26' si mangia un gol fatto davanti a Zucca tirando raso il palo. E la Triestina nulla? Ma no, Rocco di testa mette da 5 metri sopra la traversa, Milicevic è anticipato ad un metro dalla porta in scivolata e Manzo ha un paio di spunti felici che lo portano a crossare pericolosamente. L’impressione dopo 25' è che in campo ci siano due squadre con la difesa di burro e che basta spingere sull’acceleratore, per sfondare con facilità. E’ il Legnago che approfitta delle gravi lacune difensive alabardate e prima al 27' Fioretti con una sberla costringe Zucca alla respinta in tuffo, poi al 28' è Valente che impegna il portierino che respinge in tuffo, creando una mischia pericolosa. 32' questa volta nulla da fare per Zucca su un tiraccio dal limite di Fioretti che s’insacca a fil di palo. Passa un minuto e Valente scherza Ventura entra in area e tira in diagonale; vola Zucca che respinge a mani aperte, ma arriva in tap in Longato che segna il 3 a 0. E’ la fine pensiamo, ma la squadra ha un sussulto rabbioso, Bedin controlla un pallone sul limite, entra in area e tira in diagonale sul palo opposto, vola il portiere che respinge e…. mannaggia mai un piede amico. Passa un minuto, 36' palla in area per Milicevic, che spalle alla porta la difende, palleggia e la mette in mezzo per Fiore che con un piattone al volo la mette sotto la traversa. Penso: se ne facciamo un altro prima della fine del tempo si può rimediare. Ma il tempo finisce senza sussulti. Un brutto brutto primo tempo, con una squadra preoccupata che gioca sotto ritmo, ha degli sprazzi interessanti, ma la difesa è inguardabile; l’unica speranza è che Ferazzoli suoni la sveglia e che con un paio di cambi essenziali rimedi a dei vuoti, sinceramente molto palesi. Ripresa, passano 3 minuti e Viteritti prende palla davanti alla sua panchina e corre in diagonale verso la porta, non ricordo funambolici dribbling o sterzate ubriacanti, lui corre e indisturbato entra in area e in tutta tranquillità senza opposizione, prende la mira e piazza da 10 metri il pallone all’incrocio. E’ la fine e non ho nemmeno la forza di inveire o di arrabbiarmi 1 a 4. Ma avviene il miracolo, la squadra non si abbatte e non cede di un metro, reagendo alla grande con orgoglio, voglia e cuore. Manzo, il  migliore, una vera sorpresa per voglia, intraprendenza, spunto in velocità, oltre che per un tiro dalla distanza ragguardevole, prende palla se la sistema e spara a rete costringendo il portiere ad una bella parata in tuffo, questa volta arriva Milicevic che la spedisce in rete. Entra Spadari e il centrocampo alabardato migliora sensibilmente, per la rapidità che il ragazzo dà alla manovra, sbagliando oltretutto pochissimo. Il ritmo diventa frenetico e la squadra va in pressing. 63' il bravissimo Manzo con un gran tiro al volo pesca l’angolino 3-4 forse non è finita! 64' gran tiro di Milicevic in diagonale un palmo sopra la traversa. 65' Milicevic mette Bedin solo davanti al portiere, ma se l’allunga e Fazzino rimedia con un’uscita sui piedi. 66' lancio per Milicevic, esce il portiere, tocca maldestro un difensore e lo mette fuori causa, entra Rocco ed è 4 a 4. Generosissima la Triestina ha riagguantato i veneti e meritatamente. Ma il forcing prodotto ha tolto  molte energie e la partita si placa un po’, ma a quel ritmo era impossibile reggere. Gioca bene, con qualche errore di misura ma generosamente l’Alabarda, qualche opportunità ce l’ha ancora con il solito Manzo che prova dalla distanza ad inquadrare la porta, poi con Bedin che di testa da ottima posizione mette a lato; ma resta il pirotecnico 4 a 4. Considerazioni finali: il pareggio serve poco contro una squadra che aveva una difesa che faceva acqua, ma ... e la nostra? Serve a non far allontanare il Legnago, serve per il morale perché una sconfitta ci avrebbe uccisi, serve perché la dirigenza capisca dove abbiamo delle lacune enormi. Non serve a nulla purtroppo, in chiave salvezza diretta. Facciamo troppa difficoltà a portare a casa i tre punti e senza un filotto con tante vittorie non si risale, i pareggi servono a poco, solo per un piazzamento favorevole per la roulette russa dei play out. Oggi abbiamo visto una squadra che lotta che ha carattere e non molla mai, abbiamo visto un paio di giocatori, che hanno finora giocato poco, che potranno essere utilissimi in seguito. Coraggio ragazzi e sotto col Mezzocorona, che d’ora in poi, ogni domenica sarà l’ultima spiaggia.

                                                                    Bruno Gasperutti