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Triestina-Montebelluna, l'analisi tecnica di Bruno Gasperutti

09 Novembre 2014
di vicedirettore
Sinceramente ero curioso di vedere questa nuova edizione della Triestina, targata Ferazzoli, reduce dalla positiva trasferta di Padova. La squadra è sembrata meglio impostata e più ordinata. In difesa non ha sofferto i veneti concedendo molto poco, almeno fino a quando ha giocato a ranghi completi e il Montebelluna si è reso pericoloso solo alla fine del primo tempo con un tiro dai 30 metri di Nicoletti. Le manovre partivano da dietro con il palleggio dei difensori e le punte erano servite con discreta precisione, anche se quasi mai riuscivano a divincolarsi dall’attenta guardia dei difensori.  Solo un paio di volte Kabangu è riuscito a penetrare in area e mettere in mezzo un paio di palloni, ma il portiere avversario comunque è rimasto inoperoso. All’intervallo, la partita sembrava incanalata verso un piatto 0 a 0, gli attacchi erano evanescenti e solo un caso fortuito, sembrava poter sbloccare la gara. Il Montebelluna è partito meglio alla ripresa del gioco e su un angolo, un pallone impazzito è arrivato dopo un paio di rimpalli a Masiero al limite dell’area piccola, che non si è lasciato sfuggire l’occasione per segnare. Restavano 40' da giocare, la strada sembrava in salita, ma a renderla ancora più impervia ci pensava il sig. Meloni che con molta pignoleria, espelleva il giovane Loperfido per un’entrata in scivolata che, vista l’estrema correttezza della partita, poteva tranquillamente sorvolare, anche perché l’avversario aveva tranquillamente evitato l’intervento proseguendo l’azione. La Triestina comunque era in affanno e non produceva più il gioco fluido della prima parte di gara e la partita sembrava segnata. Il nuovo entrato Lionetti, si batteva e si rendeva pericoloso, con un tiro che sfiorava il palo e poi con una girata di testa. Il Montebelluna palleggiava bene con proprietà e in contropiede Cecchel, in sospetto  fuorigioco, si presentava davanti alla rete alabardata, ma il bravo Di Piero con una spericolata uscita salvava il gol. Purtroppo la sorte non era benigna con gli alabardati che subivano una seconda rete piuttosto rocambolesca: un tiro dal limite carambolava su due alabardati e giungeva al liberissimo Cecchel solo davanti alla porta…. fuorigioco? Per il collaboratore dell’arbitro no ed è quello che conta. Finisce male ancora una volta, la serie negativa sembra non aver mai fine. Qualcosa di nuovo e di positivo lo si è intuito più che visto, la squadra comunque resta fragile, non sarà neanche fortunata, ma non sembra in grado con questi effettivi di raggranellare i punti necessari per una salvezza tranquilla. In avanti non si vede proprio chi possa fare gol; Kabangu si batte generosamente ma è ancora acerbo, Aquilani è bello da vedere nel palleggio, ma sembra un giocatore da esibizione e in area non ci entra mai, i centrocampisti non s’inseriscono senza palla e non tentano nemmeno l’incursione palla al piede. Non otteniamo mai una punizione dal limite, segnale di poca pericolosità. Qualcosina ha fatto Lionetti che almeno nella frazione di gara giocata, s’è reso pericoloso, anche se su un pallone sul finire forse avrebbe dovuto battere a rete prontamente di sinistro invece di tergiversare e farsi chiudere.  Il cammino è ancora molto lungo, ma la società deve assolutamente correre ai ripari, per dare fiato ad una tifoseria che sembra sfiduciata, per le troppe annate vissute senza alcuna soddisfazione. Così si muore d’inedia.
                                                              Bruno Gasperutti