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Triestina-Ravenna 1-1, Gasperutti: "Gestiti male gli ultimi minuti"

21 Gennaio 2018
di vicedirettore

Finalmente il calcio è ritornato al Rocco dopo una sosta invernale invero piuttosto lunga,

 

ma il risultato quasi scontato nei pensieri della maggior parte dei tifosi non è arrivato. Alla fine i commenti che si udivano erano nella maggior parte dettati dalla delusione per un pareggio arrivato inaspettato (?) dopo ben 5' di recupero, contro una squadra poi che all'andata in trasferta era stata asfaltata con 5 reti. Ma nel calcio nulla è scontato, nulla è agevole prima della gara; si parte sempre dallo 0 a 0 e solo lo svolgimento via via della partita dà l'indirizzo delle difficoltà incontrate e/o della sua agevole soluzione, derivata perlopiù da qualche episodio favorevole. Generalmente l'impressione finale è quella che più marcatamente rimane incisa nella mente dello spettatore: quante volte abbiamo visto in una partita, tal cannoniere non toccar palla e poi alla fine segnare il gol della vittoria, magari su rigore? Così ecco i commenti entusiastici, poi il giorno dopo il titolone sul giornale a caratteri cubitali con l'esaltazione del giovanotto che ….... aveva in fondo giocato una partita men che mediocre.

Il calcio è bello perchè è alla portata di tutti, è sufficientemente semplice, è interpretabile e fa discutere le fazioni per motivi per i quali, tutti in fondo hanno ragione, dal loro punto di vista. Questo il lungo preambolo, per descrivere una partita che si presta a più interpretazioni; dipende da come la si guarda: in base al risultato, o alle occasioni da rete, o agli episodi sfortunati oppure alla sua interpretazione da parte della squadra.

A me piace scrivere negli appunti, le mie impressioni via via che la partita è in svolgimento, così ecco che trovo scritto dopo 15': ospiti più incisivi nelle ripartenze, che vanno spesso alla conclusione, anche se non pericolosamente. Poi ecco un episodio sfortunato: un mani clamoroso che l'arbitro non vede, ma che è sembrato solare e allora ti viene il dubbio se non l'ha visto oppure non ha avuto il coraggio di fischiarlo. Qui mi riallaccio agli episodi sfortunati di S.Benedetto e Reggio dove altri due clamorosi rigori ci sono stati negati e oggi la nostra magra classifica, in un torneo così equilibrato, avrebbe assunto ben altra consistenza con 5 punti in più, sempre ipotetici.

Poi ecco un appunto con scritto: la Triestina fa la partita, si è insediata nella metàcampo ospite e preme con continuità; occasioni evidenti poche e poi gli ospiti pur molto prudenti e chiusi, non sono mai rinunciatari. Alla fine del primo tempo il riassunto sintetico: bel primo tempo vivace e scorrevole, non tantissime e chiare occasioni, ma diverse opportunità per sbloccare il risultato. La ripresa è stata ancora più smaccatamente sbilanciata, con gli alabardati sempre col pallino in mano e i ravennati ben chiusi, ma con molto ordine e puntuali raddoppi di marcature.

Mano a mano che la gara si avvicinava alla fine sembrava evidente che solo una prodezza di un singolo poteva sbloccare la situazione, perchè gli ospiti non mostravano cedimenti o incertezze difensive e le manovre triestine, risultavano un po' troppo lente e prevedibili, pur se continue e volitive. Ed ecco in rapida successione due grosse occasioni per gli alabardati: sulla prima uno scatto di Bracaletti lo porta davanti al portiere ma il suo tiro a colpo sicuro è respinto con bravura e buona sorte da un guizzo dell'estremo difensore. Sulla seconda ecco la prodezza di Petrella che se fosse stata fatta da uno dei nostri eroi della domenica, sarebbe stata esaltata su tutte le TV e fogli rosa o gialli della penisola! Su una palla ricevuta al limite dell'area, il bravissimo attaccante, controlla tra un nugolo di avversari, con una “ruleta” si libera del primo sbarramento lasciando attoniti i difensori non lasciando loro il tempo di reazione, poi si aggiusta il pallone evitando ulteriori contatti e con un tocco morbido appoggia nell'angolino, fuori della portata del portiere. Un “golazo”! Mancavano 12' più recupero a sinceramente sembrava fatta.

Invece la squadra ha abbassato il baricentro portandosi al limite della propria area di rigore e colpevolmente ha lasciato il gioco in mano ai gialli ospiti che, inseriti un paio di corazzieri in avanti, hanno cominciato a lanciare palloni verso l'area sperando nel miracolo. I triestini, un po' in affanno, hanno cominciato a sparacchiare palloni in avanti rimanendo però sulla loro linea invece di salire per impedire la successiva facile giocata agli avversari. Così il patatrac su uno dei tanti palloni spiovuti in area: su Marzeglia (il più grande e grosso) si trova Grillo (il più piccolo), il centravanti lo sovrasta e appoggia il pallone sul secondo palo dove arriva Maistrello che colpisce a colpo sicuro, miracolo di Miori che respinge d'istinto, ma sul tap-in arriva De Sena che insacca facilmente. Su questa azione solo i gialli sono stati reattivi, i nostri purtroppo hanno assistito colpevolmente e il pareggio è stato così confezionato e impacchettato, ma non è giunto immeritato perchè gli ospiti, pur con le loro armi inferiori alle nostre, hanno disputato una onesta partita senza eccessivi ostruzionismi e fastidiosi falli e sceneggiate.

Ultima considerazione: mi risulta di difficile comprensione cosa spinga una ventina di ragazzotti a farsi 600 km tra andata e ritorno, per 10 ore di viaggio serali, per venire ad assistere ad un evento, che senza ombra di smentita è SPORTIVO, per poi invece che sostenere la loro squadra, si abbandonano soltanto a cori dispregiativi contro spettatori e città che li ospita (per fortuna fugacemente) e inneggiando ad una città e ad una tifoseria rivale dell'avversario di giornata, che nulla ha da spartire con loro e che probabilmente non hanno mai visitato e non sanno dove sia ubicata. Questo è uno sport meraviglioso che accende passioni incredibili, non roviniamolo con questi beceri comportamenti da arroganti teppistelli.