
Triestina senza personalità, contro l'Albinoleffe è "Voio ma no' posso"
Commentare una partita vista per TV è più difficile che dal vivo;
in TV si notano magari gesti tecnici ravvicinati, si rivedono le azioni salienti (stavolta pochette in verità), ma si perde l'essenza del gioco d'assieme.
La Triestina ha preso un buon punto a Bergamo contro l'Albinoleffe (0-0), visto il momento non proprio felice che attraversa, ma questa partita ha delineato con più precisione la forza della squadra e le possibilità concrete.
Sono state giocate 7 gare di campionato e tra quelle viste direttamente e quelle in TV, abbiamo visto quasi tutte le principali squadre avversarie della nostra Unione. L'impressione avuta è che sarà un campionato molto equilibrato e che le squadre grosso modo si equivalgono tutte. Il Renate gioca senz'altro il più bel calcio ma non è una ammazza campionato. Vicenza e Padova mi sono sembrate le più solide, pur avendo giocato un brutto match. Il Pordenone è buono, ma nella gara vista non ha fatto proprio un figurone. Ravenna e Modena, sono sembrate sinceramente scarse, anche se il Ravenna volente o nolente i suoi punticini li fa. Poi ci sono tutte le altre, tutte buone squadre di categoria, con pregi e difetti, squadre da prendere con le molle e che se ti fanno un gol poi è difficile recuperarle.
La nostra Unione fa parte di questa schiera, ma dove potrebbe arrivare? Mah, disputa mezze frazioni piacevoli, poi si scioglie come neve al sole e fatica; forse è presto per giudicare? Anche stavolta è stata una Triestina contraddittoria, partita benissimo dava l'impressione di travolgere con gli scambi rapidi e le percussioni irrefrenabili di Mensah, i bergamaschi. Però di occasioni nonostante tutto, poche, sembrava un “Voio ma no' posso”. Poi i padroni di casa, che hanno un centrocampo folto e solido, hanno imposto il loro ritmo e la nostra Alabarda è scomparsa; non ha subito quasi nulla intendiamoci: due punizioni bomba di Giorgione una sul palo e una ben parata e tanto fumo da parte di Gonzi, che sculettava sulla destra, facendo presagire chissà quali meraviglie scimmiottando Neymar, ma che alla fin fine Pizzul ha sempre fermato.
Nella ripresa il copione è stato lo stesso e un miracolo di Boccanera su conclusione ravvicinata di Kouko, ha svegliato.....Sannino, che finalmente ha portato Bracaletti in mezzo per un 4-3-3 e affiancare lo sconsolato Porcari, che da solo non riusciva a reggere tanti pellerossa vestiti in bluceleste, che lo assalivano da tutte le parti. E' sembrato che la Triestina avesse svoltato la gara, ma improvvisamente ecco che esce sulla ruota di Trieste, un 4-1-4-1, che rimette le cose al punto di partenza e allora il pareggio va più che bene.
A me sembra che la Triestina sia una discreta squadra, ma che manchi di personalità. Pochi sono gli uomini guida: Porcari, Bracaletti, in un certo senso Aquaro e Mensah; Arma in Lombardia ha timbrato il cartellino e poi come tanti (in Italia) se n'è andato per i fatti suoi. Bariti, tra l'altro con Mensah l'unico pericoloso anche se sfortunato per 3 conclusioni che hanno fatto la barba al palo, me lo ricordo giovanissimo alcuni anni fa, era intraprendente, aveva degli sprazzi da grande che spaccavano la partita, le sue percussioni erano irrefrenabili: sembrava un prospetto da seguire. Infatti lo prese il Napoli, ma sfortunatamente per lui deve esserci stato qualche allenatore che decise di insegnargli a giocare a calcio, togliendogli la spontaneità del gioco che aveva insito dentro e come tanti prospetti ne fece una trota da allevamento: sapete quelle trote tutte belle grandi uguali come pezzatura, ma alla fine insipide. Ora è un buon giocatore, sa giocare, ma è uguale ad altri 100 giocatori che militano nei campionati pro italiani.
Forse non è ancora il caso di tranciare giudizi sulla Triestina, è prematuro e il campionato è veramente ancora agli albori, ma noi che amiamo questi colori vorremmo vederla sempre bella, splendente, senza tanti passaggi a vuoto; così per ora, mi sembra che questo sia un campionato in cui si dovrà soffrire perchè le partite sembrano tutte aleatorie, che possono mutare per un episodio, positivo o negativo che sia; andando allo stadio non c'è la certezza di un risultato positivo (che comunque non si può dare mai per scontato), ma l'impressione che la penultima della classe ti possa fregare, come altresì che la seconda della classe, paghi dazio e venga messa sotto.
Bruno Gasperutti




