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Triestina-Sudtirol 1-1, Gasperutti: "Unione solida e piacevole"

17 Settembre 2017
di vicedirettore

Ancora un pareggio casalingo in rimonta per la Triestina, che ha lasciato a tanti tifosi l'amaro in bocca,

ma che deve essere accettato di buon grado, perchè ancora una volta ha dovuto gettare il cuore oltre l'ostacolo per venire a capo di una squadra quanto mai ostica e piena di aculei, quasi fosse un'istrice. A me la Triestina complessivamente è piaciuta; ha sempre fatto lei la partita con gli ospiti rintanati nella loro metà campo; ha disputato una prima frazione macinando un bel gioco, svariando sulle ali con dei cambi di fronte repentini e con una certa rapidità nella trasmissione del pallone. Era difficile trovare varchi e infatti le occasioni sono state veramente poche, ma qui dobbiamo anche includere la bravura degli avversari. Poi ci si è messa di mezzo anche la sfortuna e la poca attenzione su un corner e dopo mezz'ora gli altoatesini si sono trovati inopinatamente in vantaggio, senza aver nulla concluso fino a quel momento. Partita in salita ma la Triestina ha reagito con molta generosità e cuore, perdendo inevitabilmente in pulizia della manovra, ma comprimendo sempre di più gli ospiti nella loro area presa d'assalto.

Ovviamente il gioco ne ha risentito, ma la gara si è fatta vibrante, anche se l'impressione era che il pareggio sarebbe potuto scaturire soltanto da un episodio. Così è stato e il rigore di Bracaletti, ha messo le cose a posto e giustamente direi, perchè la Triestina lo aveva fortemente voluto e cercato. A quel punto non si è praticamente giocato più, come spesso succede, il gioco si è fatto frammentario, tante interruzioni, furbesche perdite di tempo, che una squadra esperta sapeva mettere in atto, visto che glielo concedevano.

La partita poteva essere allora sbloccata soltanto da una prodezza di un singolo, ma ciò non si è verificato e allora: accettiamo di buon grado questo punto che fa classifica, che mantiene la squadra imbattuta, ma soprattutto prendiamo atto che questa è una buona squadra che difficilmente lotterà per vincere il campionato, ma che darà ancora soddisfazioni perchè è solida e svolge un gioco piacevole.

Tutti i giocatori impiegati hanno meritato la sufficienza; Perisan ha fatto una parata decisiva, mantenendo la squadra in partita, lo vorrei vedere più deciso nelle uscite, ma è giovane e ha un fisico importante. Sufficienti i terzini con Troiani molto deciso nel primo tempo e calato nella ripresa, mentre Pizzul ha sofferto la fisicità Gyasi; poi Grillo più esperto ha trovato le misure. Bene i centrali, fortissimi di testa e che non hanno concesso nulla, senza fare falli inutili che avrebbero potuto creare qualche situazione pericolosa. I centrocampisti sono stati abili nel far girare velocemente la palla e sufficientemente precisi nei cambi di fronte; Porcari ha anche tirato da fuori con precisione, ma Offredi è stato bravo. Gli esterni non hanno sfondato l'arcigna difesa, ma sono stati vivaci e pericolosi mettendo anche diversi palloni pericolosi in area. Tra le punte Mensah si è dato molto da fare cercando d'innescare la sua velocità prorompente, ma è stato contenuto negli spazi stretti e dai raddoppi, Arma si è scontrato con la fisicità e la bravura dei difensori, non riuscendo a svettare come al solito sui palloni alti e avendo poche occasioni di giocare il pallone a terra. Pozzebon è entrato voglioso e ha inciso di più rispetto la partita con la Reggiana. Hidalgo è entrato in un momento caotico, probabilmente è stato immesso sperando in qualche suo guizzo, ma poco ha potuto fare anche se si intravvedono le sue qualità tecniche.

Buona la squadra ospite, una veterana della categoria e lo si vede da come tiene il campo. Non ha grosse individualità, ma non ha punti deboli; tutti i difensori sono ottimi colpitori e abili sui palloni alti. A centrocampo tutti corrono, si aiutano raddoppiando le marcature, non buttano mai via il pallone e sono astuti nei giochini ostruzionistici. In avanti poco hanno fatto, ma anche qui si sono intravviste la pericolosità di Costantino, la velocità e potenza di Gyasi e il tiro dell'ex Cia.

Un velo sull'arbitro figlio di papà, uno che farà sicuramente carriera, ma a cui piace sorprendere per farsi notare e per voler dimostrare quanto è bravo.

Buona risposta del pubblico, perchè questi sono i numeri di questa città salvo eccezioni, leggi spareggi o grandi scontri; questo è lo zoccolo duro e questo bisogna cercar di mantenere, avvicinando magari qualche scettico con i risultati.

Bruno Gasperutti