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Triestina-Vecomp 1-1, Gasperutti. "Aquaro il guerriero, Pizzul monstre"

21 Maggio 2017
di vicedirettore

Nemmeno il grande Alfred Hitchcock avrebbe saputo scrivere una trama tanto avvincente con finale thriller e con Aquaro nella parte del maggiordomo killer,

che ha fatto esplodere uno stadio intero. E' stata una partita molto sofferta, come lo sono in genere tutte le finali, a maggior ragione se si mettono male in partenza e con il tempo che inesorabilmente scorre, con la strada che diventa sempre più ripida e le forze che si affievoliscono. Quello che però non è mai venuto a mancare è stato il gran temperamento di questa squadra che ci ha sempre creduto e ha gettato il cuore oltre l'ostacolo.

E' difficile commentare dal punto di vista tecnico tattico una partita da dentro o fuori, che dopo soli 8' si era messa veramente male per una maligna carambola, con la sfortunata autorete di Meduri.

La Triestina era partita con buon piglio e su un corner un pallone è carambolato su Dos Santos e mentre si avviava verso la rete è stato respinto da un difensore. Passano solo un paio di minuti e Mensah s'inventa uno spunto sontuoso, giunge sul fondo ed effettua un tiro/cross che Voltolini smanaccia e il pallone carambola sul corpo di Meduri ed entra in rete. Sfortunata la Triestina, ma si pensa che c'è un'intera partita davanti per recuperare e anche se la Vecomp è la squadra che ha la miglior difesa del girone, il gol prima o poi arriverà.

La reazione della Triestina è veemente: 10' Franca manca la deviazione su un cross di Bradaschia d'un soffio. Al 15' è Dos Santos a presentarsi da solo davanti al portiere ma tira fuori di poco. Al 18' tiro di Bradaschia troppo centrale. Al 21' tira Corteggiano ma sfiora solo la traversa. La Vecomp subisce la pressione, ma è sempre viva, palleggia con tranquillità e quando si distende in contropiede si appoggia sul bravissimo Mensah, un fulmine che tra l'altro è anche dotato di un buon piede. E' la partita che i veronesi speravano di poter giocare ed è la gara più difficile invece per gli alabardati.

La Triestina conclusa la sfuriata riprende a giocare la sua gara che però come sempre ha pochi sbocchi in avanti. Dos Santos viene lasciato un po' troppo solo ed è sovrastato dai difensori, Franca arretra a cercar palloni giocabili, Bradaschia si batte con furore agonistico ma non riesce a trovare lo spunto vincente. I centrocampisti sono sempre troppo bassi e non riecono mai a rigiocare le seconde palle, che sono sempre conquistate dai rossoblù, che così spezzano il ritmo a loro vantaggio.

Finisce il primo tempo e qualche dubbio affiora, nelle certezze troppo ostentate dai tifosi alla vigilia. La ripresa vede la Triestina tutta in avanti, con la Virtus Vecomp che si ritira un po' troppo all'indietro, lasciando campo ai triestini che devono preoccuparsi del solo isolato Mensah, che d'altra parte cerca soltanto di tenere il pallone lontano dall'area. Troppo rinunciatari gli ospiti, ma la Triestina comunque incontra troppe difficoltà a trovare varchi utili in una difesa strettissima che si preoccupa soltanto di respingere lontano.

Entra Serafini per Dos Santos e negli spazi stretti e sui cross alti si trova maggiormente a suo agio, rispetto al brasiliano. Ma il tempo passa e di occasioni pulite non se ne vedono; si aspetta una scossa, magari qualche mossa disperata dalla panchina, con qualche variazione di modulo. Attorno alla mezz'ora ci sono un paio di opportunità per Corteggiano, con parata in tuffo e Baijc, che tira alto da buona posizione. Poi all'84' la mossa vincente che sblocca l'equilibrio tattico senza speranza della gara: esce Mensah e la Vecomp rinuncia ad attaccare per difendersi in massa, mentre Andreucci manda Aquaro a fare il centravanti. Aquaro come un guerriero d'altri tempi, ferito alla testa, fasciato e sanguinante, si getta con impeto nella mischia e diventa l'uomo più pericoloso inventandosi tre giocate di volontà: per due volte il bravissimo portiere avversario (classe '98'!!) effettua due parate miracolose, poi sulla terza nulla può e il Rocco esplode di gioia. Al '95 Voltolini para un tiro rabbioso ma centrale e la partita va ai supplementari. Nell'extra time avviene veramente poco, anche se la tensione è palpabile; le forze vengono a mancare e l'ansia da risultato attanaglia tutti.

La Vecomp resta in 10 e senza un attaccante di ruolo, incomincia a sparacchiare in avanti sperando. La Triestina è più lucida e con alcuni suoi giocatori di classe superiore controlla e confeziona una grandissima doppia occasione per Corteggiano e Franca in contropiede; ma la partita è finita.

Tutti bravi e generosissimi gli alabardati, tutti ben oltre la sufficienza, sia per la partita giocata che per il grandissimo campionato; una menzione particolare stavolta ad Aquaro deus ex machina e a mio avviso anche per il più giovane di tutti: il triestino Pizzul che ha disputato una partita monstre. Ma non voglio dimenticare tutti gli atri che si son battuti come leoni ed hanno finito stremati, giustamente acclamati sotto la curva che li ha supportati per tutta la partita.

Ora la mano passa alla FIGC e speriamo che sia una mano vincente per le sorti della VECCHIA CARA E AMATA UNIONE.

Bruno Gasperutti