
Triestina-Venezia 1-2, Gasperutti: "Il gioco di Bordin non è adatto alla serie D"
Tutto è bene quel che finisce bene, la sorte ci ha aiutati, ma così non va affatto bene.
La Triestina ha affrontato la partita contro la schiacciasassi del girone, con il piglio di una gara di fine stagione, come se il risultato non contasse nulla. Ritmo da valzer lento e sfida agli ospiti sul piano del gioco: vediamo chi è più bravo? Venti minuti di studio con il Venezia che dava saggi di palleggio, mentre gli alabardati non la prendevano mai e ogni qual volta riuscivano nell’impresa, il pressing portato dagli avversari o un tocco errato, rimetteva in condizione i lagunari, di riprendere il loro saggio di bel gioco. Poi è arrivato il gol, evitabilissimo: Andjelkovic commette un fallo inutile, 6-7 metri fuori area su Serafini che spalle alla porta copriva il pallone e al massimo avrebbe potuto rigiocarlo all’indietro. La posizione era centrale, la distanza ideale e inoltre la signorina arbitro mette la barriera ad una distanza non consona, in quanto la palla è un metro oltre l’arco dell’area e ovviamente la barriera non può essere messa sul dischetto del rigore, lo si vede ad occhio nudo. Il tiro di Calzi è sull’angolo coperto da Vezzani, ma il pallone entra! Per tutto il resto del tempo la partita prosegue come se nulla fosse successo, come se a tutte e due le squadre, il risultato fosse gradito.
Il Venezia denotava una superiorità più che evidente e gli alabardati non erano mai in grado di produrre un’azione che avesse i crismi della pericolosità. Nella ripresa qualche sintomo di risveglio c’è stato ma di azioni da rete o occasioni propizie nemmeno l’ombra; troppo superiori sembravano gli ospiti. Logica conseguenza la splendida rete di Carbonaro a metà ripresa su sponda di Serafini, con conclusione al volo imparabile.
A quel punto la Triestina ha reagito con rabbia giocando nell’unica maniera che le era possibile e cioè lanci sulle fasce per i veloci piccoletti dell’attacco, che almeno creavano pressione ai difensori e li mettevano un po' in ambasce costringendoli più volte in angolo. Infatti su una punizione laterale ecco il gol di Andjelkovic, in mischia e anche questo sembrava nella logica delle cose. Nei minuti finali la Triestina ha anche rischiato il pareggio beffa su un pallone rimpallato su Cucchiara a trequarti campo che superato il portiere si è avviato verso la porta sguarnita, finendo però a lato di un niente. Ancora un contropiede con Cuppone lanciato solo verso la porta ma c’è stata la segnalazione di fuorigioco del guardialinee: io ero in riga e giurerei che il fuorigioco non c’era, magari sarò smentito dalle immagini, ma dal vivo non sembrava proprio.
Bordin da quando è arrivato ha impostato la squadra come se avesse per le mani una compagine di gran qualità; palla a terra, impostazione da dietro con la ricerca della manovra e della conclusione logica delle azioni. Penso non sia questa la categoria, ma soprattutto la squadra che non è in grado di supportarlo nelle sue idee. Fatte le dovute proporzioni è come se il Leicester sfidasse il Barcellona sul piano della manovra e del leziosismo; penso non ci sarebbe partita. Bravo è quell’allenatore che riesce a sfruttare e far rendere al massimo le qualità dei giocatori che ha a sua disposizione.
Fino a un paio di mesi fa, questa stessa squadra, eccelleva per cuore, determinazione e agonismo, tecnicamente non era di prima qualità, ma in campo si faceva sentire e così son venute le belle vittorie contro Tamai, Fontanafredda e Belluno, figlie di una squadra mai doma. Ora invece sembra trasformata, gioca col freno a mano tirato; negli ultimi incontri non è riuscita quasi mai a tirare in porta o a creare un’occasione pulita. Ma i gol si possono segnare anche senza finalizzare azioni in linea di purissima qualità; sono ben accetti anche i gol in mischia, su angolo o su punizione, ma bisogna creare delle difficoltà agli avversari, pressandoli, costringendoli ad affannosi recuperi. Queste sono le armi che i nostri hanno dimostrato di avere e devono mettere in campo, sospinti da un pubblico, anche stavolta quanto mai caloroso e desideroso di far esplodere la sua gioia.
Ora sotto con la Liventina, play-out in casa, fortunatamente, con il vantaggio di due risultati su tre. Va recuperato Giordani che è l’unico attaccante di peso a disposizione; fortunatamente gli indispensabili Piscopo e Bradaschia (non ho capito la sua posizione in campo nel primo tempo) non hanno subito ammonizioni e con i rientri di Crosato e Miani, Bordin potrà avere tutti i giocatori a disposizione. Un pensierino potrebbe farlo magari, anche a Di Dionisio, che per agonismo e fisicità non è secondo a nessuno e potrebbe dare una consistente mano in mezzo a Spadari in questo genere di gare.
Bruno Gasperutti




