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Triestina-Vicenza 1-1, Gasperutti: "Unione alla pari delle migliori"

19 Novembre 2018
di vicedirettore

Il risultato ha lasciato l'amaro in bocca, ma la prestazione è stata sorprendente e molto convincente per almeno 60'.

Questa Triestina in casa gioca veramente molto bene, palla a terra, cambi di gioco, terzini finalmente aggressivi; quando la squadra si rovescia nell'area avversaria, lo fa sempre con tanti uomini e da qui le tante occasioni da gol, che poi arrivano con più facilità.

Rispetto ad un paio di mesi fa la squadra ha raggiunto la consapevolezza di non essere inferiore a nessuno, anzi ora tutte quelle formazioni che aspirano ad un posto al sole dovranno prendere l'Unione in grande considerazione e temerla. Anche il Vicenza, nel gelo improvviso di queste ultime giornate, ha dovuto fare i conti con la “verve” degli alabardati e nel primo tempo ne sono rimasti annichiliti, incapaci di qualsiasi reazione alla chiara superiorità di gioco e di occasioni.

La Triestina pur priva di tre giocatori che quando sono a disposizione entrano sempre tra gli undici di partenza, ha sorpreso oltre misura e i giovani subentrati sono stati i migliori in campo. Il triestino doc Steffè è stato sorprendente per la maturità con cui ha dominato a centrocampo con giocate e inserimenti da veterano; Procaccio poi sembrava tarantolato, sempre primo sul pallone e vivacissimo tanto da costringere l'esperto Bizzotto al fallo sistematico. Questo giovane è una sorpresa per tutti gli addetti ai lavori e anche il tecnico vicentino lo ha poi elogiato; ha una dote importantissima per un attaccante, vede la porta e calcia con rapidità, tenendo il pallone sempre basso.

La squadra nella ripresa ha continuato a correre e pressare, per ulteriori 15' fino all'occasionissima di Sabatino che poteva mettere la parola fine alla gara; poi inevitabilmente è calata e i cinque cambi hanno ridato vigore ai vicentini, consentendo loro di insediarsi nella nostra metàcampo. Le ripartenze si sono diradate e anche quelle poche erano condotte da uno o tuttalpiù due giocatori, mentre gli altri rifiatavano.

Qui sono mancate le alternative nei ruoli necessari per dare il cambio ai più provati, in panchina di giocatori esperti di categoria erano rimasti i tre difensori e Bariti. I giovani sono sicuramente promettenti, ma in una gara di questa intensità e soprattutto fisica, l'inesperienza conta e Pavanel è infatti ricorso ai cambi solamente nel finale, quando magari sperava in un colpo d'ala per riprendere in mano l'incontro.

Il Vicenza pur messo sotto per lunghi tratti è comunque una squadra da prendere con le molle, ha l'ossatura del Bassano in retroguardia, rinforzato con tre ottimi attaccanti, tra i quali Giacomelli è un lusso per la categoria. Ha dato l'impressione di essere un diesel, forse in onore al suo patron e ha cominciato con il suo passo che poi ha mantenuto fino alla fine, ma ha sempre dato la sensazione di poter essere pericoloso. Il gol l'ha trovato nell'unico tiro in porta, dopo un paio di corti rinvii di testa dei nostri difensori, ma l'ha ottenuto proprio nell'unico modo che aveva a quel punto a disposizione: lungo rilancio di Mantovani, spizzata di testa di Arma per Maistrello che è andato in guerra aerea con i difensori, poi il pallone è pervenuto all'ex alabardato che l'ha scagliato di prima intenzione all'incrocio!

Tutti gli alabardati hanno giocato in modo più che sufficiente: ormai assestata e su alti livelli la difesa, con Valentini impeccabile. A centrocampo bene Coletti una diga, sorprendente Steffè, mentre Bracaletti un po' impreciso, ha corso tantissimo e ha il merito dell'assist decisivo per Procaccio. In avanti benissimo nella prima frazione tutti e tre i giocatori offensivi, che poi sono calati inevitabilmente, ma il lavoro fatto in precedenza li assolve ampiamente.

In definitiva una bella partita, sempre viva e interessante, che il folto pubblico (6.500 spettatori) che ha seguito la gara con passione e apprensione fino alla fine; ora sarebbe bello che questa bella platea avesse un seguito e non si perdesse in inutili recriminazioni. Questi ragazzi che indossano la maglietta alabardati hanno un'anima e in campo gettano tutte le energie che hanno in corpo e meritano sostegno. I risultati stanno arrivando e sono in linea con quanto promesso e auspicato ad inizio stagione. La stagione poi è ancora molto lunga, le avversarie principali, grosso modo le abbiamo viste tutte; la Ternana è forse la più pericolosa ma anche il Monza che ha in Berlusconi un vincente, che non si accontenterà sicuramente di far da damigella d'onore e metterà mano al suo capiente borsellino. Le altre ambiziose sono grosso modo tutte sullo stesso livello, ma la Triestina è in crescita e ha ancora ampi margini di miglioramente e con un po' di fortuna, sempre necessaria nella vita, se la può giocare, ma sicuramente a fine anno saremo lì ... anche noi!

Bruno Gasperutti