
Bruno Gasperutti a fine partita
Triestina-Conegliano il giorno dopo, Gasperutti: "Partita brutta ma tre punti d'oro"
Tre punti d’oro per rimpinguare una classifica asfittica, questo è il sunto di una partita brutta che non lascerà nessun ricordo nella memoria di coloro che vi hanno assistito. Prendiamoci il risultato e va bene, ma cosa possiamo dire della partita, del gioco, dello spettacolo davvero povero, svolto da due squadre che probabilmente si sono impegnate al massimo, ma che non sono riuscite ad attirare l’attenzione dello spettatore sugli spalti.
Per cercare di raccontare quello a cui abbiamo assistito, mi avvalgo del mio taccuino su cui annoto le fasi salienti della partita. 11’ rimpallo casuale in area alabardata e pallone pericoloso che arriva sui piedi di Vettorazzo che tira alto da buna posizione. Nulla di chè, azione casuale e occasione che sarà la più pericolosa della partita. 39’ dal nulla il gol, cross dalla linea laterale destra di Moschella, senza pretese, pallone che nel 99% delle occasioni è innocuo e pretenzioso, il portiere balla e fa un paio di passi avanti e indietro, Lupi salta col tempo giusto e trova un pallonetto che s’insacca centralmente sopra la testa dell’incauto portiere. 54’ bel pallone in area per Zigoni che cerca di coordinarsi per battere a rete, ma viene contrato in corner. 94’ la migliore occasione per la Triestina (!!!!!!!!!) lungo rilancio a perdere tempo, Chiarella entrato da 30” (!!!!!!!!) fa una volata per correre a contrastare il rinvio del portiere che maldestro aspetta, poi gli spara il pallone sulla schiena e rischia il gollonzo perché esce beffardo a fil di palo. Questo è quanto come carne succosa di quanto abbiamo visto, il resto è da dimenticare salvo però il risultato finale: 1 a 0 per noi, che è importante e per qualcuno è tutto ciò che conta ed è tutto ciò su cui al lunedì si spendono tante chiacchere al bar dello sport.
Viste le numerose assenze, soprattutto di elementi importanti per la squadra, la formazione che Fontana ha messo in campo, è proprio quella che anch’io alla vigilia avevo pensato fosse la più logica. Alla luce dei fatti poi devo dire che non mi è piaciuta, quindi risulta sempre difficile fare gli allenatori dalla tribuna, la realtà è sempre diversa.
In campo ho visto tanta confusione, tanta che il Conegliano mi è sembrato molto più organizzato, modesto, ma squadra di Serie D, che presumo sul suo campo possa raccogliere tanti scalpi anche di squadre più attrezzate: ricordiamo per esempio che ha sconfitto sia il Mestre (2-1) che il Cjarlins in trasferta (1-0). Ciò per dire che ogni partita ha una sua storia e che va interpretata, poi in questo campionato che finora ho visto povero di qualità, non esiste la corazzata che domina, nonostante le roboanti affermazioni del patron Zanutta, giustamente orgoglioso della sua squadra, ma un po’ incauto nel cantare vittoria.
Ma torniamo alla nostra squadra che è ciò che ci interessa maggiormente, se dovessi raccontare la storia della partita potrei anche chiuderla qui, ne ho già descritte le fasi salienti, quindi vediamo di parlare dei reparti e dei singoli.
La difesa ha fatto il suo, il portiere non ha toccato palla, i centrali non hanno concesso nulla agli esperti Piu e Zigoni e si sono perfettamente adattati al nuovo corso arbitrale dettato da Orsato, con regolamento riveduto e riscritto. Lupi ha il grande merito di aver risolto la partita, ma deve migliorare nella spinta, aveva un avversario vivace da affrontare e più volte ha dovuto affannarsi. Giusti ha fatto il suo senza infama né lode. A centrocampo ho notato tanta confusione, Moschella e Beltrame nelle intenzioni si abbassavano per far partire l’azione con i terzini che sia alzavano, ma il tutto non era fluido per i tanti errori di impostazione, errori di misura ma purtroppo anche di scelte nelle giocate, che rendevano ogni ripartenza farraginosa, masticata, senza sbocchi. Ba era in giornata negativa e si incartava sul pallone, Moschella sufficiente ma non una presenza, ovviamente meglio Beltrame che al pallone sa dare del tu e che cercava di cucire il gioco, ma con esiti poco efficaci. Ferretti si è battuto allo spasimo, è stato l’unico che con il pallone cercava la giocata rischiando, è stato intraprendente anche se purtroppo poco assistito. Sorrentino ha corso in lungo e in largo, ha cercato di venire incontro per giocare qualche pallone che davanti non arrivava mai, ma alla fine tutto il suo battersi non ha fruttato nulla di concreto. Vianni ha fatto poco, niente, non ricordo nella sua partita nulla da mandare ai posteri. Vranic ha giocato poco ma ci ha messo fisico e l’esperienza per essere utile, Di Gilio è entrato bene, ma nella confusione non è riuscito ad accendere la luce, Chiarella entrato al 94’ ha costruito con la sua voglia e caparbietà come detto prima, la più grossa occasione della partita. Vista la sua voglia, forse qualche scampolo di gara in più gli si potrebbe concedere, o no?
Domenica prossima arriva il Mestre che alla vigilia veniva narrato come uno schiacciasassi e che invece alla fine dei conti ha 1 punto in più dell’incerta Unione di questo inizio di stagione. Speriamo nel recupero almeno di Bongelli e Borello, vista la squalifica inaccettabile subita da Munaretto e poi di conseguenza da Di Livio, da parte di un arbitro intimidatorio, che siccome non sapeva arbitrare voleva far capire al mondo che esiste, poi sorvoliamo sul giudice sportivo che tra le decisioni riguardanti le serie maggiori e la serie D, evidentemente deve rendere conto a centri di potere diversi, sulle sue decisioni completamente discordanti.
Comunque sempre e forza UNIONE e come si cantava tempo fa... “si può fare di più, senza essere eroi, come fare non so, non lo sai neanche tu, ma di certo si può….fare di più”.
BRUNO GASPERUTTI




