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Gasperutti e la storia della Triestina, l'esordio di Nereo Rocco e la promozione nel girone unico

26 Settembre 2018
di vicedirettore

Seconda puntata sulla storia della Triestina, stavolta il campionato preso in considerazione è il 1928-1929 DIVISIONE NAZIONALE.

 


La Triestina, da neo-promossa, partecipa per la prima volta al massimo campionato nazionale e dopo 10 anni dalla sua nascita arriva così ai massimi livelli.

E' l'annata che precede la grande riforma e i campionati non sono ancora come li conosciamo noi: la Divisione Nazionale si gioca su 2 gironi di 16 squadre, di cui 8 l'anno dopo parteciperanno alla neo costituenda Serie A, mentre 8 retrocederanno in Serie B. La I° Divisione invece si gioca su 3 gironi da 14 squadre con una sola promozione per girone, nella neo costituenda Serie B; nel girone C la neo costituita ASPE Trieste (Ponziana-Edera) che parte con i favori del pronostico. La Triestina per onorare il campionato si rinforza acquistando ottimi giocatori come: Villini, Cudicini (padre del futuro portiere del Milan), i fratelli spalatini Gazzari, il polese Ostromann dal Milan e inoltre può contare su un vivaio che sforna sempre grandi calciatori.

La partenza è scioccante e alla terza giornata l'Unione perde a Torino contro i granata, campioni d'Italia, 12 a 0 e questa sarà la sconfitta con maggior scarto, nella sua lunga storia. Si gioca su un terreno pesantissimo e l'attacco granata fa mirabilie; la Triestina lotta generosamente cercando di frenare gli scatenati Rossetti (5 reti) e Libonatti (3 reti), ma la differenza di classe è enorme.

Il campionato è difficile e prosegue tra alti e bassi, alcune belle vittorie sul Padova 3-0, sul Casale 4-2 sulla forte Alessandria 2-1, ma anche tante sconfitte, parecchie di misura e alla fine dell'andata, la squadra è 13° su 16 con 11 punti, ma a soli 3 punti dall'8° posto.

L'inizio del ritorno è scoppiettante: 1-0 al Milan secondo in classifica, vittoria 4 -1 a Casale e rivincita a Montebello con il Torino che domina la classifica, ma che è bloccato sul 2-2 dopo essere stato in svantaggio 2 a 0. E' il famoso inverno del 1929, quello in cui lo specchio di mare davanti Piazza dell'Unità è gelato come il pack antartico. Si gioca a Montebello il 17 di febbraio, su un terrano gelato e con la bora che spazza il campo; dal punto di vista tecnico si vede ben poco e i granata più tecnici, risentono delle condizioni atmosferiche e dello slancio battagliero dei triestini, che caratterizzava da sempre le formazioni in maglia rossa. Ad inizio ripresa, Ostromann segna il suo secondo gol e sembra che la Triestina sospinta dal suo entusiasta pubblico, abbia partita vinta, ma anche causa una colossale papera del portiere Piciga, che si lascia sfuggire sotto il corpo il pallone, il Torino pareggia.

Dopo 20 giornate la Triestina aggancia all'8° posto Livorno e Padova ed è in lotta per una nuova promozione. Pareggia a Padova nello scontro diretto 2-2, raggiunta a 5' dalla fine; batte la Dominante di Genova 5-1, il Bari viene battuto a Trieste 7-1. A due giornate dal termine, la Triestina è 9° ad un punto dal Padova; vince meritatamente a Legnano 3 a 2, ma il Padova vince a Genova. Ultima partita contro il Livorno, che però è oramai irragiungibile a Montebello e con una prova generosissima vince 4 a 2 ma alla fine giunge la notizia che il Padova aveva battuto il Bari 5-0. Grande delusione tra i sostenitori alabardati, ma succede che nell'altro girone, Napoli e Lazio sono giunte appaiate all'8° posto e devono effettuare uno spareggio tra loro a Milano; la gara termina 2-2 dopo i supplementari e la FIGC decide allora di ammetterle tutte e due, per motivi politici (erano due squadre vessillifere di due grandi città e poi si dice che Mussolini tifasse Lazio) alla nuova Serie A a girone unico, allargandola a 18 squadre, con l'inserimento della nona dell'altro girone: la nostra Triestina! Cannonieri dell'annata: Ostromann 17 reti e Castellani 12 reti, in una squadra quasi autoctona, con in rosa 8 triestini e 7 giocatori di origine istriana; muove i primi passi tra i grandi il paron Nereo Rocco, diciasettenne, che esordisce l'ultima giornata contro il Livorno.

Bruno Gasperutti