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Intervista a Tommaso Marconi campione europeo di tuffi

15 Febbraio 2010
di vicedirettore

L'azzurro Tommaso Marconi è il volto nuovo della squadra agonistica della Trieste Tuffi per la stagione 2009/2010. Nato a Roma il 17 gennaio 1982 (168 cm, 66 kg), ha dieci anni di carriera ai massimi livelli alle spalle. Numerose la partecipazioni a europei, mondiali, coppe del mondo e Champions Cup European che gli hanno fruttato in primis sei medaglie, tutte nel sincro dai tre metri in coppia con suo fratello maggiore Nicola di cui prenderà tra l'altro il posto nello staff tecnico giovanile della stessa Trieste Tuffi (Nicola è stato costretto a lasciarlo essendo convolato a nozze). I due fratelli "nazionali" hanno vinto due ori (europei di Madrid 2004 e Champions Cup European di Stoccolma 2004), un argento alla Champions Cup European di Stoccolma 2003 e tre bronzi europei (Torino 2009, Budapest 2006 e Berlino 2002). All'attivo ha anche la semifinale individuale dai tre metri alle ultime olimpiadi di Pechino 2008. La sua prima società è stata quella delle Fiamme Oro Roma, da cui si è svincolato due anni fa. E per regolamento ha dovuto aspettare due stagioni per affiliari ad un altro sodalizio civile, sfruttando la possibilità di avere un doppio tesseramento (uno con un club privato come la Trieste Tuffi e uno militare con la Marina Militare). "Sono molto contento di fare parte di questo gruppo collaudato - afferma Tommaso Marconi - Mi sono messo a disposizione della squadra per cercare di far crescere i giovani. C'era molta delusione per come era maturato il quarto posto ai mondiali di Roma nel sincro con Nicola, visto che siamo arrivati a nove centesimi dal podio. Le vacanze, però, ci hanno permesso di ricaricare le pile e ora c'è molta voglia di ricominciare. Ne abbiamo ancora di più per andare avanti".


Lo scudetto assoluto o quello maschile, oltre a quello femminile, è il primo obiettivo?

Sono venuto qui per questo, considerando pure i punti che posso portare io individualmente. Punti che avvicinerebbero la Trieste Tuffi ai vertici. Domenico Rinaldi (direttore tecnico della Trieste Tuffi e allenatore federale, ndr) mi ha chiesto di dare una mano e non ci ho pensato su molto, anche perchè il tuo allenatore è importante per raggiungere dei risultati e Domenico mi allena da una vita. Ho pensato allo scudetto quando ho deciso di lasciare le Fiamme Oro.

Il fatto di essere già a Trieste per gli allenamenti della nazionale ha inciso su questa scelta?

Sì, sicuramente. Mi ha dato la possibilità di conoscere l'ambiente, il gruppo e di sapere chi c'è. I ragazzi sono splendidi: sono educati, ascoltano, hanno voglia di lavorare e di sacrificarsi. Danno sempre il 100%.

Non ci sono state altre offerte?

C'era quella della Lazio Nuoto, la cui responsabile è mia madre. La Lazio, però, non avrebbe avuto la possibilità di lottare per il primo posto neanche con i miei 300-400 punti stagionali e allora si è convenuto che era meglio che io scegliessi la Trieste Tuffi. Questa sfida mi piace ed è una sfida del gruppo e non mia personale. Gli stimoli sono quelli giusti altrimenti non andremmo lontano. Ritengo di poter dare una mano e sarei contento di contribuire a un passo avanti del club.

Tra Bolzano e Dibiasi quale è l'avversaria più temibile?

Il Bolzano ha più qualità, potendo contare su elementi quali Cagnotto, Marocchi, Sacchin e Verzotto, e ha dei ragazzi validi. La Dibiasi può contare su un numero maggiore di atleti soprattutto a livello giovanile e questo porterà in dote un buon numero di punti. Noi dovremo raggiungere un compromesso tra qualità e quantità, considerando che abbiamo entrambe le qualità. Faremo leva pure sul nostro vivaio.