Skip to main content

Il Ruggito del Leone, uno sguardo al futuro: "Fondamentale la scelta dell'asse play-pivot. Il sogno Tanjevic"

25 Maggio 2021
di vicedirettore

Archiviata una stagione non si può non pensare subito alla prossima, anche perchè tutta la serie A

(o per lo meno le squadre non impegnate nelle semifinali play-off) è già in fibrillazione con voci che si rincorrono su trasferimenti di giocatori e giri di valzer di panchine. Noi in mezzo a tutto questo trambusto ce ne stiamo in silenzio e in vigile attesa (si fa per dire). Assodata la conclusione dell'era Dalmasson (sarebbe tanto bello trovare il modo di ringraziarlo in un incontro con il pubblico, adesso che qualcosa si muove sulle riaperture dei palazzi) e risaputa la presenza di Allianz come sponsor principale per almeno il prossimo campionato (come da accordo triennale) restano da capire i movimenti nei vertici societari, nella direzione tecnica e manageriale e nella scelta della guida tecnica in panca oltre ovviamente al roster della prima squadra.

 

Presidente Mario Ghiacci, mi sembra scontato. Meno scontate le idee riguardanti le figure manageriali (direttore sportivo e general manager). Probabilmente ne faremo a meno, anche se le esperienze degli altri team e anche nostra (con De Benedetto negli anni Alma) depongono a favore di queste figure. Ma costano, e allora si può soprassedere, non sono proprio d'accordo e allora dico che si potrebbe fare di due figure una sola e ne faccio il nome: Boscia Tanjevic. Vive a Trieste, ha tutto quello che serve (e in abbondanza) come identikit per un prospetto di alta statura necessario allo scopo. Forse non succederà, ma lasciatemi il sogno.

Il reiterato silenzio intorno al nome della guida tecnica mi trova davanti a un bivio: o si lavora sotto traccia per un nome giovane ed emergente (tra quelli che mi piacciono vedrei bene Galbiati, Bulleri o anche Ramondino) oppure si opta per una soluzione interna che porterebbe Franco Ciani in qualità di head coach (e la considero più probabile). In entrambi i casi penso che vedremo qualcosa di diverso nello sviluppo del gioco. D'altronde di novità ce n'è bisogno.

Per il roster credo che sceglieremo ancora la formula del 5+5, di partecipazione a coppe europee non se ne parla e quindi la soluzione attuale (che assieme alla valorizzazione degli under 26 ci ha portato nelle casse ben 86.500 euro, i più ricchi del campo) ritengo sarà la scelta ufficiale.

E parliamo un po' di giocatori.

Fernandez ha ancora un anno di contratto così come Da Ros (anche se qui la società può pagare un buy-out e dunque non riconfermarlo), il Cavaliero delle ultime partite me lo terrei stretto. Laquintana purtroppo ha deluso, non credo sarà confermato. Alviti ha ancora un anno di contratto ma con un buy-out di 50.000 euro a favore del giocatore (nel senso che il giocatore può decidere di andarsene) per cui visto il gran campionato disputato, le ambizioni del ragazzo e l'interessamento condito da dovizia di euro di qualche squadra ritengo che lo vedremo lontano dal nostro palazzo. Attenzione, felice sarò se smentito dai fatti.

Per cui si aprono ben due caselle di giocatori italiani da riempire, e c'è sempre da capire cosa succederà con Deangeli, se dovesse andare in serie A (con Udine o su richiesta di altri team), voci sentite dicono che ritornerebbe con noi, ma se si riuscisse a trovare una sistemazione in A2, ancora un anno di maturazione non sarebbe affatto male.

I ruoli delle caselle italiane da coprire dipendono anche dalle scelte sugli stranieri.

I tre americani possono andare, Grazulis lo blinderei subito.

Noi abbiamo disperatamente bisogno di un play che guidi la transizione, veloce e fisicamente attrezzato, in grado di attaccare il ferro e di colpire da fuori (cito Chris Wright, ma anche il Russell di Treviso per volare più bassi) e siccome io sono agee e vedo ancora nel basket la fondamentale importanza dell'asse "play-pivot" abbiamo bisogno di uno o forse due centri (dipende se vogliamo confermare Delia, atleta di tecnica sopraffina, ma  che costa e che ha caratteristiche fisiche poco adatte al basket di oggi, leggi velocità, verticalità e peso).

Penso a un giocatore che mi ricordi Mosley, oppure per restare al nostro campionato, un clone di Jacorey Williams, o di Biligha, ma anche di Mekowulu o Elegar (sempre per volare bassi).

Serve poi una guardia che abbia punti nelle mani e grande capacità di attaccare il ferro (penso a Gaines aldilà della carta d'identità, ma solo per spiegare il profilo tecnico) e poi un ala piccola che mi ricordi Mike Henry senza la ...testa di Mike Henry,

E sono cinque stranieri, con Graziulis fanno sei, per cui le scelte da fare saranno delicate, ecco allora che le caselle italiane sarebbero Fernandez, Cavaliero, Da Ros, un ala piccola e, perchè no, un lungo.

Il tutto con un occhio, anzi due, di riguardo al budget, però quello che auguro alla società è che le scelte che saranno fatte, seppur in ristrettezze economiche, siano azzeccate perchè un'altra annata con i vari Elmore, Justice, Cook, Mitchell, e poi Hickman, Washington non ce la possiamo permettere, nè ce la meritiamo.

E perchè quella famosa asticella che andava alzata la vorremmo finalmente vederla più alta, concretamente.

Buon lavoro a tutti.

 

VITTORIO LEONE