
Il Ruggito del Leone, Venezia troppo più forte di Trieste: "Imbarazzanti alcuni giocatori, squadra incapace di crescere"
È andata come si poteva ragionevolmente immaginare e/o prevedere. Troppo macroscopico il divario tecnico tra i due roster (95-78 per la Reyer). Pronti via e la sensazione che fosse già persa si materializzava prestissimo, aver chiuso il primo tempo a più venti per Venezia voleva dire mettere il match in cassaforte. Imbarazzante la Pallacanestro Trieste soprattutto nelle prestazioni di alcuni giocatori, in particolare Spencer e Pacher ma anche Bartley e Campogrande, il quale in quasi 9 minuti sul parquet ha collezionato un encefalogramma piatto a referto (ossia uno ZERO su tutte le caselle delle statistiche). Subire 55 punti nei primi venti minuti (diventati poi 95 alla fine grazie al freno a mano tirato da Venezia) per una squadra che ha apertamente sbandierato di fare della difesa le fondamenta del suo gioco diventa sanguinoso (e con Pesaro alla prima giornata c'è stato il centello). In attacco i tre piccoli americani che a Bologna hanno prodotto 64 punti insieme, con Venezia si sono fermati a 33 e visto che i due nel ruolo di ala piccola (Campogrande e Deangeli) hanno sfornato ben 7 punti era praticamente impossibile andare a prendere Venezia con questi numeri. La più preoccupante risultanza da questa gara però è, a parer mio, la incapacità di questa squadra di crescere, ovvero noi siamo questi, nel bene e nel male.
Entrando nella disamina del match si fanno notare i numeri importanti di Watts (8 su 10 al tiro) e Willis (7 su 10) figli di una difesa a dir poco allegra se non a tratti inesistente. Bramos e De Nicolao entrambi ad alte percentuali, insomma la vecchia guardia della Reyer non tradisce mai, e Willis si è inserito da campione qual è.
Alla fine basta guardare le cifre dei iri da 3 punti per capire: 15 su 29 loro e 4 su 14 noi. E meno male che stavolta non ci siamo intestarditi nel tentarli, il che ha portato a qualche buona intuizione di Davis che ha servito buoni palloni ai tagli nel pitturato dei lunghi (a proposito una menzione speciale per Vildera, che non è un fenomeno ma si sbatte sotto le plance e risulta il migliore dei lunghi e con una buona mano nei personali, particolare non da poco per un centro)
Davis è una certezza, Bartley con 3 su 13 al tiro è deleterio pur muovendosi bene, Gaines se non è in gran serata al tiro diventa improduttivo e quasi dannoso (vedi 4 palle perse), Pacher e Spencer hanno grosse difficoltà in serie A, sono partiti entrambi malissimo poi si sono un po' ripresi (specie Pacher) quando Venezia ha ruotato i loro pari ruolo ma il rendimento è stato largamente insufficiente. E tutto questo nonostante il massimo impegno, non si può dire che i nostri ragazzi non ci abbiano messo l'anima, e da qui il mio timore espresso prima: questi siamo. Spendo una parola di plauso al pubblico che è stato sempre dalla parte della squadra anche quando onestamente non ce n'era bisogno.
Concludo con i rumors che aleggiavano fra gli addetti ai lavori in palazzo: sembra che il "fondo americano" (permettetemi di chiamarlo così per adesso) possa concretamente manifestarsi in società nel qual caso qualche sogno e magari qualche aspettativa per una adeguata e vitale modifica al roster potrebbero avverarsi, diversamente il futuro della Pallacanestro Trieste non sarà luminoso.
VITTORIO LEONE




