
Triestina-Virtus Vecomp 0-1, Gasperutti: "Pillon trasmette paura alla squadra, il fallimento stagionale ha radici lontane"
Diciamolo subito, se la Triestina è quella vista con la Vecomp è stato meglio finirla qui e non soffrire ulteriormente.
Prendiamola con filosofia, la delusione è stata cocente tanto da lasciare, i pochi presenti, allucinati con lo sguardo perso nel vuoto a contemplare i festeggiamenti dei ragazzotti veronesi che non credevano ai loro occhi.
Troppo brutta la Triestina, vuota, senza senso, con le gambe molli, impietrita dalla paura trasmessa alla squadra dall'allenatore fin dalla compilazione della formazione da mandare in campo. I giocatori non sono degli sprovveduti e i nostri ultratrentenni men che meno, è tutta gente che da anni e anni calca i terreni di gioco e se metti in campo una squadra ultracoperta con una sola punta in campo, lasciata da sola in avanti saltuariamente appoggiata da Sarno (ma non in area dove per attitudini non entra mai), comprendono che la consegna per la giornata è: puntiamo allo 0 a 0, stiamo ben coperti dietro e difendiamolo. La partita nel suo svolgimento è tutta qui. Triestina ultracoperta e la Vecomp che dopo un primo tempo di studio si ritrova con il pallino del gioco lasciatole in mano dalla insicura Alabarda; modesta ma propositiva e con le doti precipue della gioventù: l'entusiasmo, la vigoria fisica e il vantaggio di non aver nulla da perdere e da difendere.
La prima cosa che facciamo quando ci vengono consegnate le formazioni, è controllare i nostri avversari, cercare di carpirne i segreti tramite i nomi che ne compongono la squadra; ebbene i nostri avversari odierni, schieravano un undici con 4 riserve che avevano accumulato poche presenze in stagione, l'unico giocatore di un certo spessore era il centrocampista offensivo Danti che ne è anche capocannoniere (9 reti)e schieravano un 2000, due 1999, quattro 1998 e uno 1996. Per contro tra i nostri, tutti giocatori che hanno calcato terreni prestigiosi di categorie superiori, il più giovane era Guido Gomez, classe 1994 e ben sei erano i giocatori della classe dal 1989 in giù. Questo sta a significare che il fallimento della stagione, ha delle radici ben più profonde della partita persa e che la ricostruzione di questa squadra dovrà essere radicale, a prescindere dalla bravura dei singoli, se si nutriranno delle ambizioni.
Ai veronesi non è parso vero di trovarsi contro una squadra tanto arrendevole e inconsistente, sono stati bravissimi nell'interpretazione della partita, sbilanciandosi solo nel finale di gara e colpendo a 3' dalla fine, quando ogni reazione era purtroppo impossibile. Il gol poi è stato il giusto suggello ad una prestazione, ma direi ad un'annata da dimenticare al più presto, un pallone che piove dal cielo in area con la difesa schierata e tre, ben tre veronesi liberi che possono controllare e ripulire al meglio il pallone, per la battuta finale facile facile.
L'impostazione della partita da parte di Pillon mi ha fatto ritornare indietro nel tempo, quando una provinciale si presentava al cospetto di una grande in trasferta e proponeva 10 uomini in difesa e uno solo a cercare di tener su il pallone, per far respirare la squadra. Se prendeva subito gol, ne prendeva poi altri 4, ma se teneva botta fino alla fine la partita restava in bilico. Però il gol può sempre arrivare per un errore, su una palla inattiva, magari per una svista arbitrale, ma perchè rischiare e poi dolersi se l'avversario incredulo riesce a trovarlo all'ultimo respiro?
Certo che qualche formazione, anche di quelle che vanno per la maggiore, giocano con una sola punta e la prima che mi viene a mente è l'Atalanta che mette il buon Zapata a fare a sportellate, ma dietro ha due terzini che sono dei goleador e che si inseriscono costantemente, poi ha dei centrocampisti fantasiosi nel dribbling che si inseriscono da dietro e tutti dotati di buon tiro dalla distanza. L'Atalanta è una macchina da gol e inoltre dispone di una batteria di giocatori fisici che sulle palle inattive sono dei veri draghi. Se contrapponiamo la nostra Unione come disposizione a questa squadra che è un'eccellenza, possiamo però notare che: i nostri terzini in area non ci entrano mai e infatti di gol non ne hanno fatto manco uno, gli inserimenti dei centrocampisti ce li sogniamo e infatti i gol li possiamo contare sulle dita di una mano, in quanto a dribbling fantasiosi e determinanti, ricordo solo quello di Sarno con il Sud Tirol. A questo aggiungiamo che di tiratori dalla distanza non ne abbiamo o per lo meno tiriamo veramente poco da fuori, che poi sulle palle inattive di gol su punizione non ne facciamo mentre sui corner gli unici vivi in area sono Gomez e Tartaglia. Mi sembra un po' misera come forza d'urto per impostare una partita che bene o male vale una stagione, poi questa disposizione, mi sembra fosse inedita e allora che senso ha proporla in una gara da dentro e fuori? Mi aspettavo qualcosa di diverso e la delusione finale è stata cocente. Ci sarà tempo ora per fare programmi e impostare una nuova stagione, l'augurio e l'auspicio è che Biasin non sia deluso come lo sono gli sportivi alabardati e che trovi la determinazione per proseguire nella sua opera meritoria, per affetto della nostra città e della sua squadra.
BRUNO GASPERUTTI




