
Gasperutti, contro il Fontanafredda una Triestina presuntuosa e poco agonistica
Mesto addio della Triestina allo stadio Rocco, davanti allo scarso pubblico presente.
L'Unione ha perso una partita di importanza vitale, che poteva avere sicuramente esito diverso, ma non ha avuto la forza, né la fortuna di girarla a proprio favore. E’ stata una Triestina, modesta, ordinata, arrabbiata, impotente, sfortunata, ma soprattutto una squadra che non sembra avere le risorse agonistiche, che una squadra all’ultima spiaggia dovrebbe avere e mettere sul terreno di gioco, soprattutto in casa. Mister Gagliardi ha dato alla squadra un gioco ordinato, logico, ma da squadra che non lotta per la salvezza, ma che gioca con la tranquillità data dalla presunzione di possedere una superiorità tecnica che non ha, tanto prima o poi, il gol riesce sempre ad ottenerlo.
Si è assistito così ad un primo tempo giocato al piccolo trotto, con netta superiorità territoriale e di gioco dell’Unione, ma di occasioni da rete non se ne sono viste, anzi una: al 13' Proia in area ferma la palla spalle alla porta e in giravolta calcia piano ma preciso, il portiere è battuto, ma il palo respinge e un difensore riesce ad allontanare. Tutto qui. Poi al 39' la beffa. I friulani battono un corner, la difesa respinge di testa e Piscopo si lancia in contropiede nella metà campo vuota, si allunga leggermente il pallone e Malerba, onnipresente, riesce ad anticiparlo sparando un campanile verso l’area triestina. I difensori stanno salendo ma qualcuno si attarda, così la palla arriva all’estrema destra a Florean che aveva battuto il corner e in posizione regolare, questi ferma la palla, entra in area andando verso il fondo indisturbato e spara una rasoiata a filo d’erba che Gargiulo in spaccata sul secondo palo accompagna in rete. Il Fontanafredda non aveva mai tirato a rete e pochissime volte era giunto nei pressi dell’inoperoso Di Piero. La reazione è rabbiosa, Rocco entra in area palla al piede e un difensore lo affossa; potrebbe essere rigore, ne abbiamo visti concedere anche di più lievi, ma l’arbitro, scarsetto e indisponente (ma viene da Cesena patria di fischietti che fanno carriera) sorvola, non è uno scandalo, ma la Triestina non è stata fortunata.
Ripresa con Milicevic in campo e Triestina più propositiva in avanti, ma sempre blandamente, senza “animus pugnandi”. Qui vorrei fare un inciso: nel primo tempo avevo apprezzato il movimento sulla destra dell’attacco, con Bedin o Crosato che affondavano nello spazio che Manzo lasciava accentrandosi, mentre sulla sinistra Gusella e Arvia non riuscivano mai liberarsi. E’ entrato Milicevic sulla sinistra, che subito ha saltato un paio di volte il terzino e la manovra poteva avere così più ampio respiro sui due lati, ma il mister ha preferito sostituire Manzo, che aveva fatto pochetto ma che sa giocare, con l’inutile Giordano e il lato destro è diventato così inoffensivo. Poi un’altra sostituzione che personalmente non ho capito: Proia il più propositivo e pericoloso è stato sostituito a 20' dalla fine dall’impalpabile Aquilani! Comunque nella ripresa la Triestina ha avuto le sue occasioni per pareggiare: all'11' Proia ha tirato purtroppo non con violenza all’incrocio dei pali e il portiere è volato a metterla in corner con le dita. Al 12' bella azione manovrata Milicevic, Bedin, Rocco che fa da sponda per il tiro di Bedin che si perde a lato di poco. Al 16' Florean fa un fallo da dietro su una ripartenza alabardata, era già stato ammonito e l’ammonizione ci stava tutta, ma l’arbitro sorvola. Al 26’ Milicevic serve bene Rocco che tira un collo destro che gira fuori dal palo col portiere fermo. Al 27’ un tiro di Rocco è respinto sul limite dell’area piccola da un difensore a portiere battuto. Poi al 34' Piscopo si fa cacciare e le speranze svaniscono. I friulani sprecano banalmente un paio di contropiedi addirittura 3 contro 1 e la partita finisce con dei palloni buttati alla “spera in Dio” nell’area, ma sempre centrali e sempre respinti dal centrale Malerba, che non ne manca uno.
Ora la situazione è drammatica. Domenica ultima spiaggia a Legnago, per agganciare almeno il play-out fuori casa col Dro. La vittoria è d’obbligo per stare tranquilli, oppure bisogna sperare aggrappati alle radioline, che il Kras non riesca a vincere a Chioggia, ma la Clodiense dopo Trieste, ha tirato i remi in barca. Mah è obiettivamente una situazione molto problematica, ma la speranza è l’ultima a morire.
Bruno Gasperutti




